Maurizio Lupi non sarà il candidato sindaco del Centrodestra a Milano per le elezioni comunali del prossimo anno. A riferirlo a Milano Quotidiano sono fonti di altissimo livello di tutti i partiti della coalizione. Il nome del leader di Noi Moderati era stato avanzato mesi fa dal presidente del Senato Ignazio La Russa, ma più volte bocciato da Forza Italia. Primo perché non è in grado di allargare la coalizione al centro (Azione di Carlo Calenda ha già più volte affermato che non lo sosterrà) e secondo, politicamente, per non dare spazio e visibilità mediatica a una forza politica che nei sondaggi nazionale per le elezioni politiche vale meno dell’1%.
Ma, come ha scritto ieri Milano Quotidiano da fonti leghiste, il Centrodestra meneghino non starà fermo mesi. Fratelli d’Italia e FI confermano che si sta già lavorando per una squadra forte, non necessariamente un nome famosissimo ma un team pronto ad amministrare la città e sconfiggere dopo tanti anni il Centrosinistra. La decisione finale spetterà ai leader nazionali a settembre, prima della bagarre sulla Legge di Bilancio, ma il punto chiave è che c’è l’intenzione di non commettere l’errore delle precedenti consultazione con un nome, Luca Bernardo, tirato fuori quasi in Zona Cesarini con il flop clamoroso al primo turno contro Giuseppe Sala.
Il Centrodestra sta preparando un progetto per la città. Dalla sicurezza con il controllo del territorio, meno polizia locale “a fare multe ai cittadini che viaggiano a 51 km orari anziché 50 e più vigili per le strade come deterrenza verso baby gang, maranza e criminalità in generale”, spiegano fonti qualificate. Poi le grandi infrastrutture. In pieno accordo con il ministero dei Trasporti (Matteo Salvini) e con Palazzo Chigi, avanti con il completamento della linea quattro della metropolitana e anche i fondi in arrivo per la sesta linea. Trovare finalmente una soluzione chiara e condivisa con cittadini e squadre di calcio per “il pasticcio della sinistra sullo stadio di San Siro” è certamente un altro obiettivo. E poi maggiore attenzione alle periferie e non solo al centro della “sinistra radical chic della Ztl”.
Il candidato non sarà Antonio Civita, fondatore di Panino Giusto, che quasi certamente guiderà il centro moderato di Calenda e altre liste civiche. E non sarà nemmeno Pietro Tatarella, nettamente bocciato da La Russa nell’ultima riunione con i segretari e coordinatori regionali. Si sta lavorando su una rosa di nomi tra manager e professori universitari, comunque un candidato che sappia bene come amministrare la città con concretezza e pragmatismo. Obiettivo superare il 40% al primo turno e restare vicini al Centrosinistra. Per poi al ballottaggio vincere grazie a quel 5% circa a testa che dovrebbero raccogliere i candidati di Futuro Nazionale e dei moderati di Azione. Senza apparentamenti ufficiali, ma sicuri che i loro elettori non vogliano rivedere a Palazzo Marino la sinistra ideologica di AVS e M5S.
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Maurizio Lupi


