Ulas Demir, 47 anni, dirigente della filiale italiana di Caddell Construction, la società americana incaricata della realizzazione del nuovo consolato statunitense a Milano, è stato fermato dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Milano all’aeroporto di Orio al Serio. Stava per imbarcarsi con la sua famiglia su un volo diretto a Istanbul. Il provvedimento di fermo, firmato dai pubblici ministeri Paolo Storari e Mauro Clerici, è stato motivato dalla sussistenza di un pericolo di fuga giudicato “concreto, reale e imminente”.
A suffragare la decisione della Procura, un’intercettazione telefonica del 29 maggio scorso, giorno in cui Demir avrebbe appreso di essere sottoposto a indagine. In quella conversazione, secondo gli inquirenti, emergeva in modo inequivocabile la sua intenzione di lasciare il Paese. Il giorno successivo aveva acquistato i biglietti aerei. L’intervento dei Carabinieri ha però vanificato il piano.
Caporalato sul cantiere di piazzale Accursio: le accuse
Demir risponde di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con l’aggravante che le vittime sarebbero più di tre. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbero almeno una trentina gli operai coinvolti, tutti di nazionalità indiana, reclutati all’estero e portati in Italia per lavorare nel cantiere dell’ex Tiro a Segno, dove sorgerà la nuova sede diplomatica americana. Le retribuzioni corrisposte sarebbero state fino al 50% al di sotto della soglia di povertà, dopo che gli stessi lavoratori avevano versato una somma che i pm definiscono come una sorta di “pizzo” per ottenere il posto.
Tra le condotte contestate figura anche la minaccia, rivolta agli operai, di essere “rispediti in India” qualora non avessero accettato le condizioni imposte. Le testimonianze raccolte nel corso delle indagini restituiscono l’immagine di un cantiere gestito con brutalità: lavoratori costretti a operare anche in presenza di febbre o infortuni, senza accesso a cure adeguate.
Il commissariamento di Caddell Construction
La Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario d’urgenza nei confronti di Caddell Construction, colosso statunitense attivo nel settore delle grandi opere. Si tratta di una misura cautelare che consente all’autorità giudiziaria di supervisionare l’attività dell’impresa senza necessariamente sospenderne i lavori, strumento previsto nell’ambito della normativa antimafia e applicabile anche ai reati di natura lavoristica.
L’inchiesta, condotta dai pm Storari e Clerici, punta a fare luce sull’intera filiera dello sfruttamento che avrebbe reso possibile la costruzione di una sede diplomatica di primo piano ricorrendo a manodopera ridotta in condizioni di grave vulnerabilità. Un paradosso non privo di implicazioni simboliche: il consolato di una delle principali democrazie occidentali edificato, secondo l’accusa, attraverso pratiche assimilabili al lavoro servile.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


