È arrivata la svolta nell’indagine sullo stupro avvenuto la notte di Ferragosto nel retro della discoteca Hollywood di corso Como a Milano. Dietro il nome d’arte di Andrea Tdk, promotore di eventi della notte milanese finito ai domiciliari nella sua abitazione di Busto Garolfo, si nasconde Mamon Abd Elmanam Yaser Hassan, 38enne egiziano con un seguito di circa un milione di follower su Instagram.
La sua vetrina online racconta una quotidianità tra viaggi a Montecarlo, serate con calciatori, bottiglie costose e banconote esibite nei video. Proprio l’analisi delle piattaforme digitali, condotta dai Carabinieri della Stazione Garibaldi coordinati dal pm Silvia Peru, è risultata determinante per dare un volto all’aggressore: a tradirlo è stato un dettaglio fisico descritto subito dalla vittima, il tatuaggio a forma di labbra con rossetto impresso sul lato destro del collo.
La GIP Giulia D’Antoni: “Il ruolo nei locali usato come esca per avvicinare giovani donne”
Nell’ordinanza di custodia cautelare, la GIP del Tribunale di Milano Giulia D’Antoni ha giudicato pienamente attendibili le parole della diciannovenne, che ha confermato di essere stata trascinata con la forza nello stanzino sotto la scala d’ingresso dopo aver subito un primo approccio sui divanetti.
Secondo il giudice, l’indagato ha agito con la precisa consapevolezza di abusare dello stato di alterazione della giovane per superarne ogni resistenza. La GIP ha inoltre evidenziato il pericolo di reiterazione del reato, sottolineando come la mansione di pr e la disponibilità di tavoli e drink gratuiti costituissero per l’uomo il canale privilegiato per adescare ragazze molto giovani e indurle a restare sole con lui a fine serata.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


