Milano Quotidiano

“Chiara Poggi uccisa perché rifiutò le avances sessuali di Sempio”: ecco cosa contestano i pm

La svolta nelle indagini sul caso Garlasco. La Procura: "Sevizie e futili ed abbietti motivi, almeno dodici colpi a testa e volto"

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Per la Procura di Pavia è stato Andrea Sempio a uccidere Chiara Poggi, infliggendole “sofferenze aggiuntive, inutili e gratuite”. Nell’atto con cui viene invitato a comparire per l’interrogatorio del 6 maggio, l’indagato – ora contestato come unico autore del delitto e non più in concorso – è accusato di omicidio aggravato “dalle sevizie” e da “futili e abbietti motivi e della crudeltà“. Motivazioni “riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.  Secondo l’impostazione accusatoria, la vittima sarebbe stata colpita più volte al capo e al volto per una motivazione ritenuta banale o priva di reale rilevanza. Le aggravanti richiamate indicano, da un lato, un movente sproporzionato rispetto all’azione criminosa e, dall’altro, atti diretti a provocare sofferenze ulteriori rispetto a quelle necessarie a causare la morte.

La ricostruzione del delitto: almeno dodici lesioni su cranio e volto

Come riferisce LaPresse, Sempio “dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra”. Quindi, “la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina” e, dopo che la ventiseienne “provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”. A seguito di ciò, “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” ancora alla nuca, “cagionando” a Chiara Poggi “lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso”. almeno dodici le lesioni sul cranio e sul volto.

“Nessun ignoto”: per gli inquirenti Sempio era solo in casa

Nella nuova ricostruzione degli investigatori non compare alcun complice né il coinvolgimento di soggetti ignoti. Per la Procura, Sempio sarebbe stato l’unico presente nella villetta di via Pascoli a Garlasco il 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio. Una posizione netta che segna un cambio di passo nella nuova inchiesta, restringendo il perimetro delle responsabilità a una sola persona.

Le prove: genetica, impronta e scontrino

Tra gli elementi a carico dell’indagato figurano le consulenze tecniche, le testimonianze e gli atti che saranno pienamente accessibili alle parti solo al termine delle indagini. In particolare, pesa la perizia della genetista Denise Albani, secondo cui la linea paterna di Sempio risulterebbe compatibile con la traccia genetica rinvenuta sotto le unghie della vittima, anche se non è possibile stabilire se si tratti di contatto diretto o di contaminazione. Rilevante anche la cosiddetta “impronta 33”, che per una consulenza della Procura – contestata dalla difesa e dalla parte civile – sarebbe stata lasciata dall’assassino sulla scala dove venne trovato il corpo. Infine, lo scontrino del parcheggio di Vigevano, indicato in passato come possibile alibi, viene ritenuto dagli inquirenti non idoneo a escludere la presenza dell’indagato sulla scena del crimine.

La posizione di Alberto Stasi

Sul fronte parallelo resta aperta la questione legata ad Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva a 16 anni di carcere come unico autore del delitto. Nei giorni scorsi la Procura di Pavia ha chiesto alla Procura generale di Milano di valutare l’ipotesi di una revisione del processo, passaggio che richiederà tempi non brevi e che potrebbe riaprire uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni.

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