La ricerca demoscopica di Yoodata per Milano Quotidiano pubblicata ieri vede Pierfrancesco Majorino al 52% in caso di candidatura a sindaco di Milano per il centrosinistra. Un nome, quello del capogruppo dem in Regione Lombardia, che però non piace molto ai riformisti della coalizione, come Azione, che prediligono maggiormente un profilo più moderato come Carlo Cottarelli. E dall’altro lato, ovvero in Avs, come viene valutato il profilo di Majorino? Milano Quotidiano ne ha parlato con il consigliere comunale Tommaso Gorini. L’INTERVISTA
Gorini, la ricerca demoscopica di Yoodata attribuisce a Pierfrancesco Majorino un valore significativo, con una eventuale candidatura che potrebbe portare al 52%. È un dato che la sorprende oppure conferma il clima che percepisce in città?
Non mi sorprende perchè conferma il fatto che il centrosinistra è ancora in grado di proporre figure e idee all’altezza delle richieste degli elettori milanesi.
Questa ricerca testimonia che a Milano serve un candidato radicale rispetto a uno riformista?
Credo che non ci fosse bisogno di una ricerca per arrivare a questa conclusione: usciamo da due mandati di governo “riformista” e tutti oggi riconoscono che serve discontinuità e che la città è sempre più preda di interessi speculativi privati e inaccessibile per i lavoratori.
Si sente di fare qualche critica all’operatore della giunta o è stato fatto tutto in maniera corretta?
Di critiche ne abbiamo fatte puntualmente diverse in questi anni: da quella a una gestione delle trasformazioni urbanistiche troppo accondiscendente con i grandi interessi immobiliari, a quella per chiedere il recupero e la manutenzione pubblica di impianti sportivi e piscine nei quartieri anzichè la cessione a interessi speculativi privati, alla richiesta di risorse e attenzione adeguati per l’adattamento ai cambiamenti climatici, solo per citarne alcune.
Vi presenterete con un vostro candidato alle primarie? Se sì, quale dovrebbe essere il suo profilo?
Crediamo che le primarie rappresentino un valore se permettono di scegliere tra diverse piattaforme programmatiche. Oggi si parla ancora tanto di nomi e poco di programmi. Noi invece siamo concentrati a costruire una piattaforma che risponda alle esigenze dei milanesi, valuteremo poi chi sarà in grado di interpretarla.
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