“La decisione di Regione Lombardia di costituirsi parte civile rappresenta una scelta coerente quando un evento di questa portata determina non solo un dramma umano, ma anche un impatto rilevante sul sistema sanitario e di protezione civile. In situazioni come quella di Crans-Montana, la rete dell’emergenza non si limita al soccorso immediato: si attivano trasporti sanitari internazionali, posti letto ad alta specializzazione, percorsi di terapia intensiva, interventi chirurgici, riabilitazione e, spesso, un sostegno psicologico prolungato ai sopravvissuti e alle famiglie. Tutto questo comporta un impiego straordinario di risorse umane, organizzative ed economiche“. Lo afferma a Milano Quotidiano Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vice presidente di Samaritan International.
“È quindi comprensibile che l’ente pubblico chieda il riconoscimento dei costi sostenuti e del danno subito dalla collettività, fermo restando che sarà il processo ad accertare responsabilità e profili di colpa. Questa vicenda ricorda inoltre quanto sia fondamentale investire nella prevenzione, nei controlli di sicurezza dei luoghi aperti al pubblico e nella cooperazione internazionale nella gestione delle maxi-emergenze, affinché tragedie di questo tipo diventino sempre più rare”, conclude Pregliasco.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


