Milano Quotidiano

Bastoni, la ragazza smentisce tutto: “Non sono una escort: mai preso soldi da lui”

All’epoca dei fatti aveva 17 anni e 8 mesi. Sentita come testimone, ha negato di essersi prostituita con il difensore dell’Inter

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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“L’ho conosciuto, ci sono andata ma non ho mai preso soldi da lui. Non facevo la escort”. È questa la versione fornita agli inquirenti dalla ragazza al centro dell’inchiesta che vede Alessandro Bastoni indagato per prostituzione minorile.

La giovane all’epoca dei fatti aveva 17 anni e 8 mesi. Sentita come testimone dalla Procura di Milano e dalla Guardia di finanza, ha escluso di essersi prostituita con il difensore dell’Inter e della Nazionale e ha negato di avere ricevuto denaro dal calciatore. “Non sono una prostituta, non mi sono prostituita e non ho preso soldi”, è il senso della sua testimonianza. Proprio la sua età è il presupposto dell’ipotesi formulata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e dalla pm Rosaria Stagnaro. Bastoni, convocato per venerdì mattina in Procura, potrà fornire la propria versione dei fatti oppure avvalersi della facoltà di non rispondere.

La cena  organizzata dalla Ma.De.

La vicenda contestata risale al 10 luglio 2020 e riguarda una serata organizzata dalla Ma.De. Milano, l’agenzia di eventi di Cinisello Balsamo finita al centro dell’inchiesta sul presunto giro di escort e serate “all inclusive” destinate soprattutto a clienti facoltosi e calciatori. Secondo il capo d’imputazione, Bastoni avrebbe agito in concorso con i titolari dell’agenzia, Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini, e con Alessio Salamone, amico del calciatore e considerato dagli inquirenti il tuttofare della struttura. Insieme avrebbero «indotto» la minorenne «a prostituirsi in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità».

Per l’accusa, il “reclutamento” sarebbe avvenuto su richiesta del giocatore. Prima una cena nella sede della Ma.De., poi “un incontro di natura sessuale” che sarebbe stato organizzato in un appartamento messo a disposizione dalla società, dietro il pagamento di un prezzo complessivo per la serata. La ragazza ha però smentito il punto decisivo della contestazione, negando qualsiasi forma di compenso. Anche il legale del calciatore respinge nettamente l’ipotesi accusatoria: “Escludo categoricamente che abbia avuto rapporti a pagamento, a maggior ragione con una minorenne“, ha dichiarato l’avvocato Salvatore Scuto.

Le chat tra Bastoni e Salamone

A sostenere la ricostruzione della Procura ci sono soprattutto le conversazioni acquisite nel fascicolo. In una chat del 2020, Salamone scrive a Bastoni: “La minorenne credo che ti vuole chiav…”. Il calciatore chiede: “Ma là ci sono posti per imboscarsi?”. Salamone risponde: “Qualcosa ci inventiamo, al massimo la porti a casa”. Nelle conversazioni si discute anche dell’organizzazione della serata, che avrebbe dovuto avere “un’impostazione più intima, di poche persone e a base di sushi”. Oltre a Bastoni e alla ragazza, sarebbero stati presenti due amici del calciatore e altre due donne.

Quando Salamone comunica che serviranno cento euro per il taxi della giovane e almeno due o trecento euro per il sushi, nasce un breve scambio sui costi. “Amico, ma potrà costare un sushi 100 euro? Poi siamo in otto, scrive il pr.

“Sono a casa di Bastoni, dormo qui”

Il passaggio ritenuto più rilevante dagli inquirenti arriva a notte inoltrata. Alle 3.47 Salamone scrive a Bastoni: «Mi raccomando amico. Mi raccomando», facendo riferimento alla ragazza. Subito dopo contatta anche lei: “Qualsiasi problema scrivimi. Tutto ok?”. La risposta arriva circa mezz’ora più tardi: “Sì sì, tutto ok. Sono a casa di Bastoni, dormo qui e domani mattina mi riaccompagnano a casa”. Per la Procura, quel messaggio rappresenta un riscontro alla presenza della giovane nell’abitazione del calciatore. Resta però il contrasto con quanto dichiarato dalla stessa ragazza, che ha ammesso di averlo conosciuto e di essere andata da lui, ma ha negato di essere stata pagata e di avere svolto attività di prostituzione.

Gli altri calciatori ascoltati come testimoni

Bastoni è al momento l’unico calciatore indagato nel filone relativo alla minorenne. Per ricostruire i rapporti tra alcuni giocatori e l’agenzia, i magistrati hanno però convocato come testimoni Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi. Nessuno dei tre risulta indagato.

L’inchiesta complessiva era emersa nell’aprile scorso con gli arresti domiciliari di quattro persone, tra cui Ronchi, Buttini e Salamone. Le verifiche sono poi proseguite sui telefoni sequestrati e sulle chat, analizzate attraverso una lunga serie di parole chiave e cognomi di calciatori. Proprio dalla ricerca del nome “Bastoni” sarebbe nato il nuovo filone investigativo. Le accuse si trovano ancora nella fase delle indagini preliminari e dovranno essere verificate nel prosieguo del procedimento.

 

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