Nel suo intervento nel panel “IA, leva trasversale di competitività”, nell’ambito di Futuro Direzione Nord, Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, ha approfondito il ruolo dell’intelligenza artificiale come strumento per aumentare produttività, competitività e capacità di sviluppo internazionale delle imprese, in dialogo con la rettrice dell’Università degli Studi di Milano Marina Brambilla.
“Siamo un Paese trasformatore che esporta in tutto il mondo”
Tali contenuti sono stati approfonditi anche nell’intervista a margine dell’evento. Per Biffi, il punto di partenza è la natura stessa del sistema produttivo italiano e lombardo. “Noi siamo un Paese trasformatore”, ha spiegato, ricordando che “Milano e la sua area sono ancora il territorio a più alta densità industriale d’Europa”. Un’identità fondata sulla manifattura avanzata e sulla capacità di trasformare risorse importate in prodotti ad alto valore aggiunto. “Importiamo energia, importiamo materie prime, le trasformiamo col nostro ingegno e le esportiamo in tutto il mondo”, ha sottolineato Biffi.
Energia, materie prime e trasporti: le tre criticità
Secondo il presidente di Assolombarda, oggi le imprese devono fare i conti con tre grandi fattori critici. Il primo riguarda il costo dell’energia e delle materie prime, aumentato in modo significativo a causa della crisi internazionale: “La crisi internazionale ha fatto registrare un +40, +50, +60 e quindi ci mette in grande difficoltà sul delta di marginalità rispetto alle esportazioni”.
Il secondo nodo è quello dei trasporti. Biffi ha richiamato in particolare le tensioni lungo il corridoio verso il Far East, “uno dei grandi elementi di interscambio per le imprese del nostro territorio”. E ha aggiunto che “la sola area del Golfo vale 5 miliardi di interscambi per le nostre imprese”.
L’IA come leva per produttività e competitività
In questo quadro, l’innovazione può diventare una leva decisiva. “L’innovazione che permette un incremento della produttività e della competitività delle nostre imprese ci può aiutare nel breve”, ha affermato Biffi.
Il riferimento è anche all’applicazione di infrastrutture e piattaforme condivise per l’utilizzo dei dati e dell’intelligenza artificiale, tra cui “Forgia, Forge AI, Forge Generative AI”. Strumenti che, secondo Biffi, possono aiutare le filiere a rendere più efficiente il modo in cui si approvvigionano di energia, selezionando “le giuste fonti nei giusti momenti” per ottenere condizioni migliori e aumentare la competitività.
“Con il 10% in più, 2,5 miliardi di maggiori margini”
Il tema centrale resta la marginalità delle imprese. Biffi ha indicato un obiettivo concreto: “Migliorando la produttività, con un 10% in più, le nostre imprese potranno avere 2 miliardi e mezzo di maggiori margini”.
Risorse che, ha spiegato, possono essere reinvestite per sostenere lo sviluppo internazionale e aprire nuove direttrici di crescita. Non solo i mercati tradizionali, come Stati Uniti e area del Golfo, ma anche nuove partnership strategiche.
Le tre nuove direttrici internazionali: energia, materie prime e nuovi mercati
Biffi ha citato il lavoro avviato “insieme al Sistema Italia, con Sace e Simest” in Canada, Mercosur e India. L’obiettivo è dare nuovo slancio alla presenza internazionale delle imprese lombarde su tre direttrici: “Energia al miglior costo, materie prime sicure e più convenienti, nuovi mercati di sviluppo internazionale”. A queste si aggiunge l’innovazione, chiamata a generare “maggior marginalità per sviluppo e competitività”.
La richiesta alla politica: “Togliere burocrazia”
Guardando anche alle prossime scadenze elettorali nazionali e milanesi, Biffi ha indicato con chiarezza la priorità per rendere la Lombardia più competitiva: “Togliere burocrazia”. Un esempio riguarda i PPA, gli accordi diretti tra produttori e consumatori per le energie rinnovabili, che potrebbero garantire energia più competitiva alle aziende ma che oggi sono frenati da procedure complesse. “Abbiamo burocrazie molto pesanti”, ha detto Biffi, citando il caso del parco eolico del Mugello, con “10 anni di processo autorizzativo”.
“Dobbiamo rendere ordinario lo straordinario” un po’ come per Expo e Olimpiadi
Per il presidente di Assolombarda, la strada è quella già sperimentata nei grandi eventi. “Dobbiamo, un po’ come abbiamo fatto per i grandi eventi che ci hanno dato grande afflato, Expo e Olimpiadi, rendere ordinario lo straordinario”. Il messaggio è netto: quando l’Italia riesce a semplificare e tagliare i passaggi burocratici, può ottenere risultati importanti anche dove altri Paesi faticano. “Quando tagliamo la parte burocratica riusciamo laddove tutto il mondo fa fatica. E i risultati li vediamo”, ha concluso Biffi.
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