A margine del suo intervento al panel “Costruire il futuro tra infrastrutture 5.0 ed edilizia”, nell’ambito di Futuro Direzione Nord, Emiliano Cacioppo, consigliere delegato di CMB, ha approfondito il tema dello sviluppo delle opere complesse e del ruolo del partenariato pubblico-privato per il futuro infrastrutturale del Paese.
Un processo che non si esaurisce nella costruzione
Quando si parla di infrastrutture 5.0 e di futuro del Paese, non basta più immaginare l’opera pubblica come un intervento isolato. Per Emiliano Cacioppo, consigliere delegato di CMB, intervenuto nel panel “Costruire il futuro tra infrastrutture 5.0 ed edilizia”, la vera sfida è costruire un percorso più ampio, capace di tenere insieme progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione.
“L’edilizia, pur con i suoi tempi, sta cercando di innovare”, ha spiegato Cacioppo, sottolineando la necessità di realizzare prodotti più durevoli e di qualità evidente fin dalla fase progettuale. Un cambio di approccio che richiede il coinvolgimento dell’ente pubblico e del legislatore, affinché la costruzione non venga considerata come un momento a sé, ma come parte di un processo integrato.
Qualità, costi e manutenzione al centro
Secondo Cacioppo, la continuità tra le diverse fasi dell’opera consente un maggiore controllo della costruzione, dei costi e soprattutto della gestione successiva. La manutenzione, ha evidenziato, resta uno dei nodi più critici: troppo spesso l’assenza di interventi programmati porta a un rapido decadimento di quanto realizzato. Da qui la necessità di leggere edilizia e infrastrutture 5.0 in una prospettiva complessiva. Non più singoli lavori, ma sistemi di opere collegate, capaci di garantire durata, efficienza e sostenibilità nel tempo.
La fine del PNRR e il nodo delle risorse
Cacioppo ha poi richiamato il momento delicato attraversato dal settore delle costruzioni. Le risorse del PNRR, che hanno contribuito a rilanciare l’edilizia in Italia, si stanno avviando alla conclusione. Una volta terminata quella spinta, gli enti pubblici dovranno affrontare il problema di reperire nuove risorse per proseguire il piano di infrastrutturazione del Paese. In questo scenario, ha spiegato, diventano centrali strumenti come i partenariati pubblico-privati e il project financing, che permettono di coinvolgere capitali privati nella realizzazione e nella gestione delle opere.
Il ruolo del privato e il rischio di frenare gli investimenti
Per Cacioppo, il quadro normativo europeo incide direttamente sulla capacità di generare progetti e attrarre investimenti. Il punto critico riguarda la possibilità per il privato di presentare proposte e di essere adeguatamente incentivato a farlo. “Togliere quella premialità a chi presenta proposte per investire nell’infrastrutturazione del Paese crea un problema”, ha osservato, facendo riferimento al tema del diritto di prelazione. Senza questo passaggio, secondo il consigliere delegato di CMB, il percorso rischia di rallentare o fermarsi.
L’appello al legislatore italiano a intervenire
Da qui l’invito al legislatore italiano a intervenire, per garantire maggiori possibilità di investimento congiunto tra pubblico e privato. Se gli enti pubblici avranno meno risorse finanziarie a disposizione, ha concluso Cacioppo, sarà necessario creare le condizioni per attrarre capitali privati e dare continuità allo sviluppo delle opere pubbliche di cui il Paese ha bisogno.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


