“C’è stato un trend di crescita che si è mantenuto, come Trenord i dati mi riferiscono che siamo a più 800mila passeggeri, un valore pre-Covid”. Lo ha dichiarato il presidente di Fnm, Andrea Gibelli, sottolineando il successo del modello organizzativo che integra le grandi linee su ferro con l’ultimo miglio su gomma, intervenendo nel corso della XXVIII edizione di Futuro Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline di Milano dal titolo “Prospettive in bilico” che si è svolta l’11 Maggio presso Assolombarda.
Secondo Gibelli, l’obiettivo attuale di Regione Lombardia e Trenord è capitalizzare l’eredità dei grandi eventi, e le due “stanno lavorando tantissimo per rendere l’esperienza delle Olimpiadi, un fattore che è stato straordinario, l’ordinarietà”, ha spiegato. L’obiettivo è un servizio equipotenziale che metta “grande e piccolo centro sullo stesso piano”. Gibelli ha poi evidenziato la trasformazione industriale del Gruppo: “Fnm non ha più lo stesso significato di prima: siamo proprietari al 50% di Trenord, sono stati acquistati 214 treni nuovi in tre anni, e il business si è spostato anche sull’acquisizione di Serravalle e sul fattore energetico”.
Gibelli e la sfida dell’autonomia energetica
Proprio l’autonomia energetica rappresenta una scelta di campo per il futuro della mobilità lombarda. “Qualche anno fa abbiamo scommesso di aver reso la Lombardia su ferro indipendente dal punto di vista energetico, un’isola energetica”, ha spiegato Gibelli. “Rendersi indipendenti da fattori esterni per la mobilità, per una regione come la nostra, è stata una scelta strategica. Abbiamo acquistato una società che installa impianti in tutta Italia, sfruttando terreni dismessi e cave non più funzionali alla produzione”. Infine, Gibelli ha analizzato il cambiamento nelle abitudini dei viaggiatori, influenzato da smartworking e università online: “chi si muove di più ora è chi ha più tempo libero, sabato e domenica abbiamo i treni pieni di turisti” e per questo, il concetto di trasporto deve evolvere: “bisogna dare senso al viaggio, non più solo da punto A a punto B, deve essere un viaggio comodo, una postazione anche di lavoro. Le stazioni, che dal dopoguerra erano diventate dei ‘non luoghi’, vanno recuperate per sentirsi al sicuro, contaminandole con iniziative culturali e mettendo gente dove oggi c’è il deserto”
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