Nelle nuove carte dell’inchiesta spunta un altro monologo registrato dalla microspia installata sulla Panda dell’indagato. Gli investigatori leggono quelle parole come un riferimento diretto alla scena del delitto e alle tracce ematiche nella villetta di Chiara Poggi.
È un passaggio pronunciato quasi sottovoce, dentro un’auto, a essere ora uno degli elementi su cui la Procura di Pavia punta nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Andrea Sempio, unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, viene intercettato mentre parla da solo nella sua Fiat Panda. La registrazione risale al 12 maggio 2025 ed è contenuta nelle informative depositate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Nel corso del monologo, Sempio affronta il tema del sangue presente nella villetta e delle tracce mai trovate sulle scarpe di Alberto Stasi.
A un certo punto pronuncia una frase che gli investigatori ritengono particolarmente rilevante: “Quando sono andato io… il sangue c’era”. Secondo i carabinieri, il riferimento corretto potrebbe essere “quando sono andato via io”, interpretazione che per gli inquirenti assumerebbe un peso centrale nella ricostruzione accusatoria.
L’intercettazione su Chiara Poggi: “E’ stata bella stronza a mettermi giù il telefono”
Tra gli elementi riportati nella nuova informativa dei carabinieri sul caso Garlasco compare anche una intercettazione ambientale del 14 aprile 2025, nella quale Andrea Sempio tornerebbe a parlare di una telefonata fatta a Chiara Poggi pochi giorni prima dell’omicidio. Secondo gli investigatori, il 38enne avrebbe mostrato ancora fastidio per il rifiuto ricevuto dalla ragazza, che avrebbe interrotto la conversazione chiudendogli il telefono in faccia. Negli atti si legge infatti che Sempio avrebbe commentato da solo in auto: “cioè è stata bella stronza….giù il telefono”. L’informativa richiama inoltre alcuni appunti personali trovati nelle sue agende, risalenti tra il 2018 e il 2019, in cui l’indagato descrive il proprio vissuto personale. “Ne ho passate tante ….decisamente….cose che altri non hanno mai vissuto né mai vivranno”, annotava in uno dei passaggi. In un altro si definiva “nato in una famiglia medio-povera”, parlando di “pochi amici e difficoltà ad integrarsi”, ma anche di “insicurezza, autolesionismo, commesso cose brutte. Paura, poca esperienza sessuale. Dolore”.
Le macchie di sangue nella villetta
Nel ragionamento captato dalla microspia, Sempio si concentra sulle consulenze tecniche che negli anni hanno cercato di spiegare perché Stasi non avesse lasciato impronte insanguinate entrando nella casa di Chiara Poggi.
L’indagato riflette sul sangue ormai secco, sulle macchie sul pavimento e sulla possibilità che Stasi abbia evitato inconsapevolmente di calpestarle. Un tema già affrontato durante i processi che hanno portato alla condanna definitiva dell’ex fidanzato della vittima. Nella trascrizione degli investigatori si legge: “Lui dice di non aver inc… con i piedi… eh va beh ma allora non c’era tutto quel sangue… quando sono andato io il sangue c’era…” Per chi indaga, il passaggio suggerirebbe una conoscenza diretta della scena del crimine incompatibile con la versione sempre sostenuta da Sempio.
I precedenti monologhi nell’auto
Questa non è la prima intercettazione ambientale considerata significativa dagli investigatori. Già in altri audio registrati nella Panda, Sempio era stato sentito parlare da solo di aspetti centrali del caso. Tra i dialoghi finiti agli atti ci sono quelli in cui imitava una voce femminile, simulando presunte telefonate con Chiara Poggi nei giorni precedenti al delitto. In quei passaggi parlava anche dei video intimi tra la ragazza e Alberto Stasi e di un interesse sentimentale non corrisposto Per gli investigatori, questi monologhi mostrerebbero una tendenza dell’indagato a tornare ossessivamente sugli elementi chiave dell’omicidio senza rendersi conto di essere intercettato.
La difesa: “Non sono ammissioni”
La linea difensiva resta però opposta. Gli avvocati di Sempio continuano a sostenere che quei dialoghi non abbiano alcun valore confessorio. Secondo la difesa, l’indagato starebbe semplicemente ripetendo discussioni sentite in televisione, nei podcast o nei programmi dedicati al delitto di Garlasco. Anche il nuovo passaggio sul sangue, dunque, verrebbe interpretato come una rielaborazione personale di teorie già circolate pubblicamente negli anni. La Procura di Pavia, invece, considera queste intercettazioni uno degli elementi più delicati del nuovo impianto accusatorio costruito contro Andrea Sempio.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


