Milano Quotidiano

Garlasco, spunta un altro monologo di Sempio in auto: “Quando sono andato io, il sangue c’era…”

Per gli investigatori le parole sarebbero un riferimento diretto alla scena del delitto. Ipotesi respinta dalla difesa

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Nelle nuove carte dell’inchiesta spunta un altro monologo registrato dalla microspia installata sulla Panda dell’indagato. Gli investigatori leggono quelle parole come un riferimento diretto alla scena del delitto e alle tracce ematiche nella villetta di Chiara Poggi.

L’audio registrato il 12 maggio 2025

È un passaggio pronunciato quasi sottovoce, dentro un’auto, a essere ora uno degli elementi su cui la Procura di Pavia punta nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Andrea Sempio, unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, viene intercettato mentre parla da solo nella sua Fiat Panda.

La registrazione risale al 12 maggio 2025 ed è contenuta nelle informative depositate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Nel corso del monologo, Sempio affronta il tema del sangue presente nella villetta e delle tracce mai trovate sulle scarpe di Alberto Stasi.

A un certo punto pronuncia una frase che gli investigatori ritengono particolarmente rilevante: “Quando sono andato io… il sangue c’era”. Secondo i carabinieri, il riferimento corretto potrebbe essere “quando sono andato via io”, interpretazione che per gli inquirenti assumerebbe un peso centrale nella ricostruzione accusatoria.

Le macchie di sangue nella villetta

Nel ragionamento captato dalla microspia, Sempio si concentra sulle consulenze tecniche che negli anni hanno cercato di spiegare perché Stasi non avesse lasciato impronte insanguinate entrando nella casa di Chiara Poggi.

L’indagato riflette sul sangue ormai secco, sulle macchie sul pavimento e sulla possibilità che Stasi abbia evitato inconsapevolmente di calpestarle. Un tema già affrontato durante i processi che hanno portato alla condanna definitiva dell’ex fidanzato della vittima. Nella trascrizione degli investigatori si legge: “Lui dice di non aver inc… con i piedi… eh va beh ma allora non c’era tutto quel sangue… quando sono andato io il sangue c’era…” Per chi indaga, il passaggio suggerirebbe una conoscenza diretta della scena del crimine incompatibile con la versione sempre sostenuta da Sempio.

I precedenti monologhi nell’auto

Questa non è la prima intercettazione ambientale considerata significativa dagli investigatori. Già in altri audio registrati nella Panda, Sempio era stato sentito parlare da solo di aspetti centrali del caso. Tra i dialoghi finiti agli atti ci sono quelli in cui imitava una voce femminile, simulando presunte telefonate con Chiara Poggi nei giorni precedenti al delitto. In quei passaggi parlava anche dei video intimi tra la ragazza e Alberto Stasi e di un interesse sentimentale non corrisposto Per gli investigatori, questi monologhi mostrerebbero una tendenza dell’indagato a tornare ossessivamente sugli elementi chiave dell’omicidio senza rendersi conto di essere intercettato.

La difesa: “Non sono ammissioni”

La linea difensiva resta però opposta. Gli avvocati di Sempio continuano a sostenere che quei dialoghi non abbiano alcun valore confessorio. Secondo la difesa, l’indagato starebbe semplicemente ripetendo discussioni sentite in televisione, nei podcast o nei programmi dedicati al delitto di Garlasco. Anche il nuovo passaggio sul sangue, dunque, verrebbe interpretato come una rielaborazione personale di teorie già circolate pubblicamente negli anni. La Procura di Pavia, invece, considera queste intercettazioni uno degli elementi più delicati del nuovo impianto accusatorio costruito contro Andrea Sempio.

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