Il successo delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 ma anche l’eredità dei Giochi per il territorio sono gli argomenti che sono stati al centro di un panel di Futuro Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali, arrivata alla XXVIII edizione, promossa dalla Fondazione Stelline di Milano dal titolo “Prospettive in bilico” che si è tenuta l’11 Maggio presso Assolombarda.
Innanzitutto, l’amministratore delegato di Simico Fabio Massimo Saldini ha voluto sottolineare che tutto il percorso, specie quello legato alle infrastrutture, è stato fatto “nel rispetto della legalità” anche attraverso “un protocollo sottoscritto nel 2024 che ci ha permesso di pubblicare e controllare ogni passo della nostra azione. Anche per questo temo poco le inchieste di questo periodo”.
“Con le Olimpiadi abbiamo dimostrato che l’Italia è un Paese affidabile in grado di rispondere a sfide complesse – ha aggiunto -. Ad oggi abbiamo fatto 49 opere rispettando tempi e costi e garantendo la qualità“. Saldini si è detto pronto a fare la sua parte anche nel caso fosse coinvolto in un’eventuale futura Olimpiade in Italia, anche in virtù della disponibilità manifestata da Liguria, Lombardia e Piemonte e dalle città di Milano, Torino e Genova: “Sì, direi di sì, è il mio lavoro…”.
Discorso diverso per l’amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina 2026 Andrea Varnier: “Ho fatto quattro edizioni dei Giochi, io ho dato… – ha osservato -. Ci sono tanti giovani e abbiamo un grande patrimonio di esperienze. Siamo fortunati, perché in Italia, dal punto di vista della capacità di organizzare questi grandi eventi, non ci mancano competenze. Forze e menti fresche ce ne sono tantissime”.
I Giochi di Milano Cortina, ha proseguito Varnier, “sono andati molto bene e ha funzionato tutto grazie al lavoro di squadra”. A fine anno “dobbiamo chiudere la Fondazione e tirare le somme. Un processo complesso con cifre importanti – ha puntualizzato – e tanti interlocutori”. Adesso “stiamo chiudendo il bilancio 2025, poi – ha spiegato – da qui alla fine dell’anno daremo i numeri del 2026 e lasceremo l’attività di chiusura definitiva a un liquidatore. Si chiude come ci aspettavamo di chiudere, non ci sono imprevisti. Mi auguro che tra novembre e dicembre avremo finalmente chiuso il nostro compito”.
Sul tema della legalità è intervenuto anche Aldo Colombo, vicesegretario generale della Direzione centrale Pnrr, Olimpiadi e digitalizzazione della Regione Lombardia: “Quando si ha che fare con amministrazioni pubbliche e devi rispettare i tempi, non sempre è facile mantenere le promesse iniziali. Ma tutta la nostra attività è stata orientata ad arrivare in tempo rispettando le leggi”.
Mentre il presidente del Coni Lombardia, Marco Riva, ha ricordato il valore dell’eredità dei Giochi, sia quella materiale – a partire dal palazzetto di hockey che avrà Milano – sia quella immateriale: “Tanti giovani sono appassionati a questi tipi di sport e hanno sempre dei modelli di riferimento a cui aspirarsi. Organizzare un evento così a casa nostra ha consentito un avvicinamento ulteriore”. In generale, “lo sport italiano continua ad ottenere risultati straordinari con un’impiantistica su cui si potrebbe intervenire in maniera importante”. Stesso discorso per le scuole: “Alcune non hanno nemmeno una palestra. Partire dalla scuola – ha concluso – è fondamentale per costruire cultura sportiva”.
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