Milano Quotidiano

E’ più importante una chat sessista o una sentenza storica sull’urbanistica?

L’indignazione per le chat corre sui social, ma le case ferme restano il problema più serio

(immagine generata con l'intelligenza artificiale)
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Fatemi capire un attimo le priorità, perché io davvero impazzisco su queste cose. Sto parlando di media, di rilevanza, di social, di notizie, di attenzione mediatica. A Milano ci sono tanti problemi, davvero. Uno di questi è che ci sono famiglie che hanno versato i soldi per una casa nuova (tanti soldi!) e si trovano senza alloggio perché ci sono inchieste che spuntano come funghi e bloccano l’urbanistica. A Milano avremmo bisogno di più case a costo più basso, e invece si costruisce meno e a costo più alto. A Milano ci hanno convinto, a suon di perquisizioni e atti giudiziari, che c’era la spectre urbanistica dei palazzinari brutti e cattivi, con un battage giornalistico mostruoso. Poi arriva una sentenza che dice che no, non è vero niente, che il fatto non costituisce reato, e noi stiamo attenti a quattro uomini mezzi porci e mezzi scemi che si scambiano foto di tizie sul tram? Gravissimo eh, che l’Atm faccia quello che ha promesso senza sconti: nessuna pietà, intendiamoci.

Ma stiamo a paragonare una cosa che colpisce tutti ma dico tutti i cittadini di Milano, i loro soldi, le loro tasche, la loro città, con l’ennesima storia di teste di cazzo che fanno idiozie? E con il garante della privacy che invece di occuparsi del fatto che non riusciamo più a prendere una telefonata in pace per il timore che sia un call center si mette a dire robe incredibili su questo fatto? Davvero una chat ripresa da una tizia su un tram è più importante dell’intera questione dell’urbanistica? Grave eh, non lo metto in dubbio. Così come è grave quando uno si rompe una gamba, sempre che non venga rapportato a una guerra mondiale. Eppure i giornali oggi dedicano più spazio a quella chat che a quella sentenza. Questo è il nostro mondo dell’informazione, e non vale solo per i giornali ma per tutto: social, community, tv, radio eccetera. Vale per ogni media perché ogni media guarda i dati che testimoniano l’interesse delle persone, e se le persone stanno leggendo quell’argomento là, su quell’argomento là batte più forte.

Quindi la colpa è nostra (anzi, vostra). Ci meritiamo tutto. Ci meritiamo giornali pieni di cazzate perché in fondo quello ci piace: occuparci di cazzate e non di cose serie.

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