Sogni annotati nero su bianco, con riferimenti a coltelli, aggressioni, stupri e violenza sulle donne. È uno degli aspetti contenuti negli atti dell’inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco che vede Andrea Sempio indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno dedicato un intero capitolo delle informative ai cosiddetti “sogni di Sempio”, ricostruiti attraverso le agende e i diari sequestrati durante le indagini. Come riportato negli atti, gli investigatori fanno riferimento in particolare a una Moleskine relativa agli anni 2019, 2020 e 2021. Nei riassunti elaborati dai militari vengono riportate annotazioni considerate inquietanti. “Sempio sogna che accoltella delle persone”, si legge in uno dei passaggi senza data indicata. In un altro appunto del 18 ottobre 2020 viene riportato: “Sogna una bionda che usa il taser su di lui ma lui le salta addosso e le apre la faccia”. Gli investigatori citano poi un ulteriore episodio annotato il 3 gennaio, in cui “sogna che accoltella”, e un altro del 6 giugno in cui “sogna che stupra” una ragazza indicata con un nome proprio.
Le ricerche web di Sempio su violenze, autopsie e satanismo
Negli atti viene dato ampio spazio anche all’attività online attribuita a Sempio. Gli investigatori descrivono numerose ricerche internet legate a satanismo, omicidi, assassini seriali, violenza sulle donne, predatori sessuali, autopsie e fenomeni cadaverici. Tra gli elementi valorizzati compare anche una ricerca effettuata digitando su Google “altamira painting hands”, relativa alle celebri pitture rupestri delle grotte di Altamira. Secondo quanto riportato nelle informative, gli investigatori evidenziano come quelle immagini siano caratterizzate da “un inquietante insieme di mani che nell’impatto visivo appaiono mani insanguinate”.
Nelle carte dell’inchiesta gli investigatori precisano che “quello che è certo è che l’assassino di Chiara Poggi si sia sporcato le mani con il sangue della vittima”. Un passaggio che viene collegato anche al tema del Dna trovato sotto le unghie della ragazza, uno degli elementi più dibattuti nel processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Gli stessi investigatori, però, mettono nero su bianco la necessità di distinguere tra elementi oggettivi e valutazioni interpretative. Negli atti si legge infatti che la polizia giudiziaria “ha l’obbligo di basarsi sugli elementi oggettivi”, ma anche quello di rappresentare all’autorità giudiziaria “ogni elemento, anche quello al limite della suggestione”.
Il documento sulla “genesi dell’aggressione predatoria”
Tra i materiali sequestrati compare anche un documento Word intitolato “Genesi dell’aggressione predatoria”, ritenuto dagli investigatori coerente con l’interesse manifestato dall’indagato verso il tema dei predatori sessuali. L’insieme di diari, appunti personali, contenuti digitali e ricerche internet viene considerato dalla Procura di Pavia parte del quadro investigativo utilizzato per delineare il profilo psicologico di Andrea Sempio e approfondire il possibile movente dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


