Milano per il ruolo che sta giocando non solo in Italia ma anche a livello internazionale merita una legge speciale, che semplifichi le procedure e sia al passo con un ritmo sempre più veloce. Ne è convinta la senatrice di Noi Moderati Mariastella Gelmini, firmataria insieme al leader del suo partito, Maurizio Lupi, di un disegno di legge che punta, fin dal titolo, a rafforzare l’autonomia amministrativa del Comune e della Città Metropolitana di Milano, a semplificare dal punto di vista normativa e a promuovere e sostenerne “il modello di efficienza amministrativa“. Il testo sarà presentato in Senato da Gelmini e dalla collega Giusy Versace e alla Camera da Lupi e dal deputato Alessandro Colucci. L’INTERVISTA
Senatrice, perché Milano avrebbe bisogno di una legge speciale, sulla falsariga di quella che si sta votando per Roma Capitale?
Questa proposta di legge nasce dalla necessità di sbloccare l’urbanistica a Milano, ma soprattutto di affermare un metodo diverso, riconoscendo la peculiarità di Milano, la sua natura di città con una vocazione nazionale, ma anche europea e internazionale.
L’amministrazione della città ha bisogno di regole più semplici?
Esatto, vogliamo semplificare le procedure, ma al tempo stesso riconoscere la complessità. Significa mettere attorno a un tavolo tutti i soggetti che cooperano su Milano. Quando si parla di infrastrutture, quando si parla di mobilità, piuttosto che di urbanistica e di casa, è chiaro che Milano si apre al territorio circostante e quindi occorre inquadrare queste soluzioni in un contesto che è cittadino, ma è anche metropolitano, mettendo al tavolo tutti i soggetti attuatori. Quindi questa legge, che non è di rango costituzionale ma è ordinaria, riconosce la peculiarità di Milano come città nazionale, europea e internazionale.
Intanto per la situazione di Roma si sta votando un disegno di legge costituzionale, approvato in prima lettura alla Camera e ora in Senato, che va a modificare l’articolo 114 della Costituzione. Pensate che possa esserci la stessa convergenza di posizioni tra maggioranza e opposizione anche per la vostra legge su Milano?
Nel voto su Roma Capitale c’è stata una convergenza che poi la sinistra ha disatteso. Il provvedimento è stato approvato alla Camera ma non ancora al Senato. È chiaro che se andasse in porto, sarebbe ancora di più facile approvazione la nostra legge perché seguirebbe Roma Capitale.
E se dovesse essere bocciata Roma Capitale?
Nell’ipotesi in cui quella proposta si fermasse, proprio perché la nostra legge è di rango ordinario, potrebbe essere comunque tranquillamente approvata. Questa darebbe a Milano la garanzia di tempi più veloci, di una maggiore semplificazione, ma anche di una visione differente, aperta all’area metropolitana, ma anche agli obiettivi che Milano si prefigge.
L’autonomia amministrativa è al centro anche della mozione presentata dai consiglieri comunali Mariangela Padalino e Manfredi Palmeri. Pensa che dal Consiglio comunale di Milano possa partire una scossa per il voto di Roma?
La mozione vuole suscitare giustamente un dibattito in Consiglio comunale su questi temi. Credo che sia importante non solo parlare del gemellaggio con Tel Aviv, ma bisogna andare anche sui temi che riguardano la vita delle persone e la qualità dell’amministrare in questa città. Quindi è una mozione che ci auguriamo possa essere approvata all’unanimità.
La giunta Sala ha mostrato tuttavia delle divisioni negli ultimi Consigli comunali come le spaccature sull’ordine del giorno per sospendere il gemellaggio con Tel Aviv e in generale delle divergenze sempre più esplicite tra Verdi e Riformisti. Come sarà l’ultimo anno di questa giunta?
Questa divisione sta bloccando il Comune. Noi abbiamo presentato questa proposta consapevoli che le famiglie sospese non possono rimanere sospese in eterno, che il blocco dell’urbanistica è un problema serio per la crescita e la competitività di Milano, che il sistema infrastrutturale della mobilità ambientale necessita di una visione aperta all’area metropolitana. Quindi questa legge va nella giusta direzione, anche oltre queste divisioni.
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