Milano Quotidiano

“Il dado è tratto”: Vannacci come Giulio Cesare da Roma carica le truppe milanesi

All'assemblea costituente di Futuro Nazionale anche il drappello di futuristi milanesi e lombardi, da Bastoni a Ferrazzi ed Ajello. Il report

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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“Il dado è tratto, ormai”. Così Roberto Vannacci durante la seconda giornata dell’assemblea costituente di Futuro Nazionale a Roma, il 13 e 14 giugno. Il fondatore cita Giulio Cesare, generale come lui e poi dittatore, mentre dalla platea si inseguono cori, invocazioni ai “camerati”, attacchi a chi è colpevole di “moderatismo” e – manco a dirlo – ai giornalisti. Milano Quotidiano era presente ed, al di là degli aspetti più folk, ha raccolto gli umori di alcuni dei protagonisti, soprattutto in chiave milanese e lombarda.

Le voci dei futuristi milanesi e lombardi

Emanuele Ajello, fondatore a Milano del Comitato 919 a Milano, uno dei delegati per l’assemblea romana, ha detto: “Credo sia importante dotarci di una strategia e una visione chiara, di un programma a lungo termine. Cosa che altri non fanno più perché si seguono i sondaggi e si sta dietro alla gente. Io invece penso che la politica debba guidare la gente e non viceversa”. Ha parlato anche il consigliere lombardo Luca Ferrazzi, appena passato nel partito di Vannacci da Fratelli d’Italia: “In Lombardia stiamo coinvolgendo la gente comune, che aderisce con entusiasmo perché finalmente trova una politica che accoglie i bisogni del territorio. Partiamo dal basso, dal popolo e parliamo con imprenditori, commercianti e lavoratori. Sono poi loro a dirci di coinvolgere le loro associazioni di categoria. Ci saranno sorprese e una crescita ulteriore in termini di adesioni”.

Renato Maturo, avvocato di lungo corso legato storicamente alla destra milanese: “Da domani, seguendo le indicazioni del Generale Vannacci, dobbiamo bene organizzare il partito sui territori, secondo rigorosi criteri di partecipazione, trasparenza, meritocrazia, giusta rappresentanza di tutte le diverse componenti culturali e provincie, in proporzione al numero degli abitanti, tenendo naturalmente conto dei nostri diversi rappresentanti istituzionali locali, degli equilibri e gruppi politici da tempo consolidati e operativi”. Tra le mozioni discusse, quella per proporre come referente su Milano l’ex leghista Max Bastoni.

Ma il grande mattatore è stato naturalmente Vannacci: “Noi siamo la feccia, ma siamo orgogliosi di esserlo”, ha dichiarato in aperta polemica con i giornalisti. E proprio il sala stampa il leader di Futuro Nazionale è andato all’attacco alla baionetta. Specie contro il centrodestra. Intervenendo ad esempio sulle polemiche relative alla frase di Silvestri su Giorgia Meloni e le ginocchiere davanti a Stati Uniti e Israele, il generale ha rilanciato: “Un’osservazione come quella di Silvestri sulle ginocchiere a Meloni non l’avrei recepita come una possibile offesa sessista, e la stessa cosa avrei fatto con cortigiana”. Insomma, Vannacci è pronto a scombinare le carte nel centrodestra. E i suoi esponenti lombardi e milanesi sono con lui.

 

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