“Attendiamo con serenità la decisione“. Sono le parole di Ilaria Salis al termine dell’udienza davanti alla sezione Lavoro della Corte d’Appello di Milano, chiamata a pronunciarsi sulla controversia che vede l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra contrapposta a due suoi ex collaboratori. Al centro della causa ci sono circa 300mila euro di compensi residui richiesti dagli assistenti dopo l’interruzione anticipata del rapporto professionale. Una somma al cui pagamento Salis era stata condannata in primo grado, con una sentenza la cui efficacia è stata successivamente sospesa. La decisione dei giudici è attesa per domani, martedì 13 ottobre, e riguarderà innanzitutto una questione procedurale: la validità della notifica degli atti con cui era stato avviato il procedimento. La difesa dell’eurodeputata sostiene infatti che Salis non fosse mai stata informata della causa e che, di conseguenza, non abbia potuto esercitare il proprio diritto di difesa.
Ilaria Salis e la causa da 300mila euro: la difesa chiede la nullità della sentenza
L’udienza si è svolta lunedì mattina davanti ai giudici della sezione Lavoro della Corte d’Appello di Milano, presieduti da Silvia Marina Ravazzoni. Salis era presente in aula, assistita dagli avvocati Federico Manfredi e Chiara Romeo. I legali dell’europarlamentare hanno chiesto di dichiarare nulla la sentenza pronunciata dal Tribunale del lavoro lo scorso marzo, richiamando la giurisprudenza italiana ed europea in materia di notificazioni. Secondo la difesa, la notifica di un atto giudiziario deve raggiungere effettivamente il destinatario, mettendolo nelle condizioni di conoscere l’esistenza del procedimento e di parteciparvi. Un requisito che, nella ricostruzione sostenuta da Salis, non sarebbe stato rispettato. I legali dei due ex collaboratori, invece, si sono richiamati agli atti già depositati nel procedimento.
La decisione martedì 13 ottobre: possibile un nuovo processo in primo grado
L’esito della questione procedurale sarà determinante per il futuro della controversia. “Domani la Corte deciderà se la notifica è stata fatta bene o è stata fatta male“, ha spiegato l’avvocato Federico Manfredi al termine dell’udienza. Qualora i giudici dovessero accogliere la richiesta della difesa e dichiarare la nullità della sentenza, il procedimento tornerebbe in primo grado, consentendo di riesaminare la controversia con la partecipazione dell’europarlamentare. Se invece la notifica venisse ritenuta valida, la Corte d’Appello proseguirebbe con la discussione nel merito, affrontando le ragioni che hanno portato all’interruzione del rapporto di lavoro e le richieste economiche avanzate dai due ex assistenti.
Il licenziamento dei collaboratori e la sentenza dello scorso marzo
La controversia nasce dalla decisione di Salis di interrompere anticipatamente il rapporto professionale con due suoi collaboratori, ai quali era stata comunicata la cessazione dell’incarico prima della scadenza prevista dai rispettivi contratti. I due ex assistenti avevano quindi avviato una causa di lavoro per ottenere il pagamento dei compensi residui, quantificati complessivamente in circa 300mila euro. Lo scorso marzo il Tribunale del lavoro aveva accolto le loro richieste, condannando l’eurodeputata al pagamento delle somme, in assenza di una dimostrazione in giudizio delle ragioni del recesso. Salis ha però sempre sostenuto di non aver ricevuto alcuna comunicazione relativa all’avvio del procedimento e di non essere stata quindi a conoscenza della causa. Da qui il ricorso in appello e la richiesta di annullare il provvedimento.
Salis: “Attendiamo con serenità”. Non esclusa una denuncia per minacce
L’europarlamentare, arrivando in Tribunale nella mattinata di lunedì, aveva preferito non commentare la vicenda: “Sono serena per l’udienza, non rilascio dichiarazioni“. Al termine della discussione ha ribadito la propria tranquillità in attesa del pronunciamento dei giudici. Resta inoltre aperta un’altra possibile iniziativa giudiziaria. In relazione alle minacce e alle pressioni che Salis ha riferito di aver ricevuto dai due ex collaboratori, non è escluso che l’eurodeputata possa decidere di presentare una denuncia. Al momento, tuttavia, non risulta formalizzata alcuna iniziativa in questo senso. L’attenzione è ora rivolta alla decisione della Corte d’Appello, attesa per martedì mattina.
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