Milano Quotidiano

La legacy delle Olimpiadi: nessuna grande opera resta impunita

Cosa sta succedendo attorno all'Arena Santa Giulia di Milano

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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I gestori della cosa pubblica, dei soldi pubblici, negli uffici pubblici temono un tipo di inchieste più di tutte le altre: quelle della Corte dei Conti. Le temono perché la Corte dei Conti ha una sua specificità. Due, in effetti. La prima è che – laddove ravvisasse una irregolarità – va a chiedere i soldi mancanti direttamente ai tecnici, o ai politici, che avrebbero fatto l’errore. Mette a rischio il patrimonio personale. Ci sono consiglieri comunali che si sono ritrovati con il debito di milioni per aver votato qualcosa in un consiglio comunale che magari aveva fruttato loro 30 euro di gettone. Sono esclusi dalla Corte dei Conti ovviamente i magistrati, che pure amministrano soldi pubblici. Non ricordo di un magistrato finito sotto inchiesta per aver sprecato tonnellate di denaro per intercettazioni inutili, e a cui sia poi stato chiesto un euro. La seconda è che – malgrado esista la prescrizione anche per la Corte dei Conti – di fatto ci sono stati casi nei quali consiglieri provinciali (anche di Milano) sono stati chiamati a risarcire dopo 20 anni dalla votazione in consiglio. Una buona parte di quei politici e tecnici, nel frattempo, era morta.

Perché questo lungo preambolo? Perché la cosiddetta paura della firma, i lavori che non si fanno mai, i pareri legali costosissimi chiesti a ripetizione, gli arbitrati anche dove non servono (che comportano spesa pubblica ingente), sono figli proprio di come è regolata la Corte dei Conti in Italia. E quando qualcuno fa qualcosa che cosa succede? Semplice: arriva la Corte dei Conti. Ora: a Milano, per l’Arena Santa Giulia, ci sono stati dei maxi extracosti. Quanti? Sono ancora da quantificare precisamente, così come è da capire chi li pagherà. Ma intanto l’arena è stata fatta, le Olimpiadi sono arrivate in fondo con successo. Su quegli extracosti bisogna fare chiarezza. Dopodiché se davvero fosse verificato che quegli extracosti ci sono per motivi logici, gli extracosti sono da pagare.

A volte basta una bonifica, una guerra che fa impennare i costi, una progettazione che fa scoprire nuove necessità: facile parlare quando non si è mai portato a termine un lavoro di ristrutturazione o di costruzione della portata di milioni di euro. Pensate in piccolo: avete mai fatto una ristrutturazione che è stata nel budget predefinito? Oppure è sempre venuto fuori un imprevisto? E questo con budget di poche migliaia di euro: quando si tratta di centinaia di milioni, quell’imprevisto o quegli imprevisti si moltiplicano e diventano più costosi. Il punto qui è che ogni volta che c’è stata una grande manifestazione, per cui si sono fatte grandi opere, poi ci sono grandi inchieste della Corte dei Conti e della Procura. Delle due l’una: o è un Paese corrotto al cento per cento. Oppure è un Paese nel quale anche i meccanismi di controllo non vanno aboliti, ma potenziati e resi più efficaci (e giusti).

 

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