Su Milano Quotidiano le recensioni e le cronache di Francesco Bogliari, giornalista, appassionato melomane e autore di “Piccole cronache musicali”. Uno sguardo libero, ironico e spesso controcorrente agli eventi musicali. Dalla lirica alla sinfonica, senza accademismi né reverenze, mescolando memoria personale, gusto per il racconto e giudizi affilati
Schubertiade è una delle parole più belle, più nobili, più poetiche, più eleganti, più sofisticate e – diciamolo pure – più élitarie – del mondo della musica classica. Nella Vienna di inizi dell’Ottocento musicisti, letterati, pittori, giovani intellettuali si riunivano in case private dove si faceva musica da camera in maniera conviviale, informale. Molta di quella musica era di Franz Schubert e spesso il compositore stesso partecipava a quelle serate sedendo al pianoforte e accompagnando i cantanti che eseguivano i suoi lieder, a volte cantandoli lui stesso.
Dagli anni settanta del Novecento – su iniziativa del grande baritono Hermann Prey – si iniziò a organizzare una Schubertiade annuale nella città austriaca di Hohenems, successivamente estesa anche a Schwarzenberg, un’altra cittadina della regione del Vorarlberg. Oggi questa Schubertiade è uno dei più grandi festival schubertiani del mondo, con circa 80 eventi (concerti di musica da camera, recital di pianoforte e concerti per orchestra, concerti liederistici, letture, conferenze e masterclass di famosi artisti) che ogni estate attirano decine di migliaia di visitatori.
Quest’anno il concetto di Schubertiade è arrivato anche in Italia, a Milano, sulla base di un progetto congiunto della Società del Quartetto e dell’Orchestra Sinfonica di Milano, diretta non a caso – quest’ultima – da un musicista austriaco, Emmanuel Tjeknavorian, profondamente intriso della cultura musicale dell’Ottocento viennese. Tre serate nella seconda settimana di giugno nelle quali hanno brillato il giovane ma già affermato pianista Gabriele Strata (concerto solistico tutto schubertiano di martedì 9), insieme al violoncellista Jeremias Fliedl, oltre al maestro Tjeknavorian nella veste di violinista nel concerto da camera di giovedì 11 (sublime il Trio op 99, un’opera in cui il canto sgorga inesauribile da una fonte purissima di luce e armonia). Il maestro austriaco-armeno ha chiuso il mini-festival domenica 14 a capo della Sinfonica di Milano nel 1° concerto per pianoforte di Beethoven (magnifico solista Strata; in orchestra da segnalare la grande prova del primo clarinetto Fausto Ghiazza) e nella 9^ (“la Grande”) di Schubert.
La stagione del Quartetto 2026-27
Restando in ambito cameristico, la settimana scorsa è stata presentata in Conservatorio la nuova stagione (la 162^ dalla fondazione) della Società del Quartetto, l’ultima creata da Paolo Arcà, che dopo 19 anni lascia la direzione artistica dell’associazione sostituito da Maria Majno, che già aveva ricoperto questo incarico dal 1994 al 2004. Saranno 18 appuntamenti in Sala Verdi dal 13 ottobre 2026 al 25 maggio 2027, più 80 concerti di varia natura fuori Conservatorio: Villa Necchi Campiglio, San Satiro, Binario 21, Museo del Novecento, carcere di San Vittore e altre location.
Una stagione ambiziosa, in cui spicca innanzi tutto una proposta pianistica di prima grandezza: il concerto inaugurale è affidato alla star internazionale Beatrice Rana; poi sarà la volta del vincitore del Concorso Chopin del 2025 Eric Lu, poi del secondo classificato al Concorso Chopin 2021 Alexander Gadjiev, del vincitore di un Grammy Augustin Hadelich, del Premio Abbiati 2022 Filippo Gorini, del fondatore dell’Ensemble InterContemporain Pierre-Laurent Aimard e di un’altra icona del pianismo mondiale come Emanuel Ax.
Nel repertorio cameristico emerge la continuazione del progetto dell’integrale dei quartetti d’archi di Beethoven, con tre concerti del Quartetto Ébène. Poi il musicista del momento, il giovanissimo Ettore Pagano (classe 2003) fresco vincitore del Concours Reine Elisabeth di Bruxelles, la più importante competizione mondiale per violoncello. Lo strumento sarà esaltato anche da uno dei suoi grandi protagonisti a livello mondiale, Gautier Capuçon, con il suo ensemble Capucelli. Ci sarà spazio anche per un altro giovane vincitore, il violinista Aozhe Zhang, trionfatore al Premio Paganini 2025.
Per la voce da segnare subito in agenda il concerto dell’immensa Barbara Hannigan accompagnata dal pianista Bertrand Chamayou, mentre tra le formazioni orchestrali vanno segnalati Les Musiciens du Louvre diretti da Marc Minkowski nel Requiem di Mozart e la Cappella Napoletana guidata Antonio Florio che accompagnerà il tenore Ian Bostridge.
Potete leggere il programma integrale a questo link: https://www.quartettomilano.it/location/quartetto-sala-verdi/
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Da sinistra: il pianista Gabriele Strata, il violinista Emmanuel Tjeknavorian, il violoncellista Jeremias Fliedl


