La prossima tornata di amministrative sarà un disastro per il centrodestra. A Napoli e Roma semplicemente finirà 65-35 se va bene. Le politiche, con tutta probabilità, saranno a scadenza, quindi a ottobre 2027, quindi dopo le amministrative (su questo ho scommesso una pizza con una europarlamentare che invece sostiene che le politiche saranno prima delle amministrative… vedremo chi vincerà). La teoria che si sta facendo strada a Roma è che il governo ha bisogno di un risultato utile. Un po’ come è stata la vittoria al Comune di Venezia, che ha fatto dimenticare la botta del referendum sulla giustizia. Secondo Forza Italia a Milano si può fare un buon risultato solo con un candidato di centro. Perché un candidato di centro può attirare i riformisti del Pd e soprattutto Azione. E infatti, viene fatto notare, Calenda ha già detto di sì, senza se e senza ma. Rimane un punto di domanda bello grosso: e se ci fosse Calabresi davvero Calenda rimarrebbe nel centrodestra su Cottarelli? Non è dato saperlo, ad oggi, perché Calabresi non è in campo.
Perché un candidato centrista? La teoria è che il candidato centrista allarga ai riformisti, e fa da punto di caduta anche per gli elettori di destra in caso di ballottaggio. Perché il centrodestra, almeno a Milano, sa che non può sperare in nulla di più. Infine, perché Cottarelli? Alcuni dicono che non è un candidato, ma un identikit (e come tale, sostituibile con qualcuno che allarghi comunque verso il centro, che sia votabile anche da chi non è naturalmente nel centrodestra…) Ma forse, questo, è meglio non dirglielo, a Mr. Spending Review.
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