Milano Quotidiano

Lega, il Nord alza la voce prima di Pontida: “Serve un nuovo assetto”, Romeo e Fontana chiedono la segreteria allargata

Dalla Versiliana il rilancio della Lega confederata e il nome di Zaia. A un mese dal raduno cresce il malumore della base

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Così non si va avanti, serve un nuovo assetto“. È il messaggio che Massimiliano Romeo e Attilio Fontana hanno lanciato dal palco della Versiliana di Marina di Pietrasanta, dando voce al malessere che attraversa il Carroccio. Il capogruppo della Lega al Senato, che è anche segretario della Lega lombarda, e il presidente della Regione Lombardia chiedono che il partito cambi assetto e torni al profilo territoriale che ne ha fatto la fortuna. Nessuno dei due invoca una scissione né la testa di Matteo Salvini. Entrambi però fissano una scadenza: la soluzione va trovata prima di Pontida, che si terrà tra poco più di un mese.

La proposta di una segreteria allargata: “Coinvolgere Zaia”

Sul come, i due scendono nel dettaglio. Fontana assicura che il canale con Salvini resta aperto e lo indirizza verso una guida condivisa, allargata ai governatori e ai sindaci, in ipotesi persino un triumvirato. Romeo mette il nome sul tavolo senza perifrasi: “Bisogna coinvolgere Luca Zaia. E nessuno ha detto che Salvini non debba far parte della squadra, ma che squadra sia”. La richiesta è calibrata al millimetro: il segretario resta nel gruppo dirigente, ma smette di esserne l’unico perno.

Il partito confederato torna sul tavolo

Accanto alla segreteria allargata riemerge la proposta di modifica statutaria: una Lega Nord, una Lega Centro e una Lega Sud, unite sotto un unico simbolo nelle competizioni nazionali. Romeo la difende partendo da un argomento raccolto tra i quadri meridionali: “Parlando con molti esponenti del Sud sono i primi che mi dicono se ci chiamassimo ‘Lega Sud’ potremmo riuscire a sfondare molto di più”. E la lega alla coerenza del progetto federalista: “Vogliamo portare il federalismo nel nostro paese? Cominciamo a far vedere quanto funziona nel nostro partito”. Fontana la considera tuttora praticabile: “Avrebbe potuto essere una soluzione che manteneva l’unicità della Lega, Salvini pare abbia detto di no ma è chiaro che, secondo me, è ancora una proposta valida”.

Chi applaude da fuori: il fronte autonomista si fa avanti

L’eco della Versiliana è arrivata subito a chi la Lega l’ha lasciata. Paolo Grimoldi, segretario di Patto per il Nord, ha registrato la novità con un misto di apprezzamento e scetticismo: “Non entriamo nel dibattito interno del loro partito, che non ci riguarda, ma ci interessa che finalmente abbiano parlato di Nord e abbiano detto ciò che noi sosteniamo da tempo“. Disponibilità al confronto, dunque, ma senza illusioni: “Contrariamente a loro, non ci aspettiamo nessuna apertura reale da parte della Lega Salvini Premier su questo tema”.

Verso Pontida, una proposta o un ultimatum?

Il termometro vero, ricordano i due dirigenti, è il rapporto con la base. “Sono due anni che spegniamo incendi“, sintetizza Romeo, aggiungendo la fatica fatta per riempire la manifestazione di Milano e lo stesso raduno sul pratone bergamasco, che del Carroccio resta il rito fondativo. I segnali in arrivo da lì non sono incoraggianti: sul prato è già comparso uno striscione eloquente, “Una Lega rinnovata o una Pontida di rivolta“, mentre a Pinzolo, all’appuntamento agostano con Salvini, non salirà sul palco il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti.

Abbiamo proposto una soluzione, non creato problemi. Speriamo che Salvini la colga. La Lega deve tornare a far paura e a fare la Lega“, concludono Fontana e Romeo. Il calendario, però, non lascia margini: se entro il raduno non arriverà un segnale sull’assetto, Pontida rischia di trasformarsi da appuntamento identitario in resa dei conti.

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