Milano Quotidiano

Lega, la base lombarda ribolle. Romeo e Fontana restano sulle barricate: “Non staremo zitti”

Ad Alzano Lombardo la vecchia anima del Carroccio si fa sentire tra cori, striscioni e applausi. Nel mirino la linea di Salvini e il rapporto con i territori. Sullo sfondo il faccia a faccia di Roma e il passaggio decisivo di Pontida

Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

La tregua, ammesso che ci sia mai stata, sembra finita. In Lombardia la Lega torna a ribollire e la serata di Alzano Lombardo ha mostrato con una certa chiarezza quanto il malessere interno abbia ormai superato la soglia delle mezze frasi e dei segnali in codice. Attilio Fontana e Massimiliano Romeo restano sulle barricate, sostenuti da una fetta consistente della base che chiede al partito di ritrovare identità, territori e capacità di incidere. La cornice, nel cuore della Bergamasca, era già significativa. Più di trecento militanti, bandiere della Lega Lombarda, cori e striscioni in dialetto, pezzi della vecchia guardia del Carroccio e sostenitori del Patto per il Nord. Ufficialmente si presentava il libro di Romeo. Politicamente, però, è sembrato molto di più: una prova di forza, quasi un conteggio informale di chi sta con chi alla vigilia del confronto con Matteo Salvini. E ad Alzano gli applausi sono andati soprattutto a chi ha scelto di non abbassare i toni.

Romeo non arretra: “Non sto zitto”

Il più netto resta Massimiliano Romeo. Il capogruppo al Senato, e segretario della Lega Lombarda, ha trasformato il tema del consenso perso in una critica diretta al modello di partito degli ultimi anni. “A quelle vette di consenso abbiamo cominciato a pensare che bastasse il carisma del leader per vincere. Così ci siamo dimenticati dei territori”, ha scandito. Poi l’affondo: “Salvini ha i suoi meriti, ha fatto tanto, ma se la gente ti dice che non ti vota più qualcuno deve avere il coraggio di farlo presente. Io non faccio questa battaglia perché ho perso la poltrona. Anzi, rischio di perderla perché la faccio, ma non sto zitto come hanno fatto altri”.

Parole che pesano ancora di più mentre circolano indiscrezioni su una possibile sostituzione di Romeo alla guida dei senatori leghisti. Tra le ipotesi vengono indicati Claudio Borghi e Andrea Paganella, mentre si parla anche di possibili manovre interne per mettere in discussione l’attuale capogruppo. Romeo, però, non dà segnali di arretramento. Anzi, rilancia sul peso nazionale della Lega: “Se Salvini vuole fare il ministro dell’Interno la Lega deve crescere. Se ci fermiamo al 4% la Meloni non ci regala niente”.

Fontana si schiera: “Non si punisce chi dice che le cose non vanno”

Accanto a Romeo c’è Attilio Fontana. Il governatore lombardo continua a muoversi con toni più istituzionali, ma il messaggio politico non è meno chiaro. “Sarebbe sbagliato punire chi ha detto che le cose non vanno bene”, ha detto riferendosi alle voci su Romeo. Fontana continua a rivendicare la necessità di una Lega più collegiale e più attenta alle istanze del Nord. E nel confronto con Salvini non sarà solo: con lui sono attesi Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Maurizio Fugatti. “Condividiamo le stesse idee”, ha assicurato il presidente lombardo.

Il punto, ormai, non sembra più essere se esista un problema interno alla Lega, ma quanto lontano possa spingersi la richiesta di cambiamento. Il fronte nordista vuole maggiore peso nella gestione del partito, più attenzione ad autonomia e federalismo e un ritorno a quella dimensione territoriale che, secondo Romeo, è stata sacrificata negli anni della trasformazione nazionale della Lega.

Anche la platea ha avuto un significato politico. In sala c’erano gli assessori regionali Claudia Terzi e Massimo Sertori, la deputata Simona Bordonali, il sindaco di Gallarate Andrea Cassani, il consigliere regionale Roberto Anelli e diversi esponenti storici del Carroccio. Fuori, i sostenitori del Patto per il Nord. E parallelamente cresce l’iniziativa per chiedere la convocazione del congresso della vecchia Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. Il sito comitatofederale.org sta raccogliendo adesioni alla richiesta. Secondo le ricostruzioni circolate, sarebbero già circa trecento tra militanti e simpatizzanti. L’obiettivo è ottenere l’accesso al libro dei soci e verificare se esistano i numeri per chiedere formalmente l’assemblea. È un fronte diverso da quello guidato da Romeo e Fontana, ma contribuisce allo stesso clima: quello di una base settentrionale che non sembra più disposta ad assistere in silenzio alla perdita di consensi.

A rendere plastico lo scontro è bastata la presenza di Eugenio Zoffili, deputato e fedelissimo salviniano. Il segretario della Lega di Bergamo Fabrizio Sala lo ha accolto con una battuta velenosa, ringraziandolo perché “segue e controlla sempre i nostri eventi”. La risposta di Zoffili, a margine, è stata ancora più dura: “Romeo e Fontana sono due irresponsabili, stanno danneggiando la Lega”. Un’accusa che ad Alzano non sembra aver intimidito nessuno. Dal pubblico è arrivata persino la minaccia di restituire la tessera qualora venissero “toccati” Romeo e Fontana. Sala ha sintetizzato lo stato d’animo di una parte del partito: “Non siamo rassegnati al 4%. Vogliamo rilanciare la Lega senza andare contro nessuno”. Ma il fatto stesso che sia necessario precisarlo racconta quanto sia alta la tensione.

Prima Roma, poi Pontida

Ora tutta l’attenzione si sposta sul confronto con Salvini. Fontana, Zaia, Fedriga e Fugatti dovrebbero presentarsi al tavolo con una piattaforma comune e con la richiesta di cambiare metodo e linea. Romeo non dovrebbe esserci, ma il suo peso politico sarà inevitabilmente dentro quella riunione. Poi arriverà Pontida, il 20 settembre. Fontana prova a togliere benzina dal fuoco: “Pontida non è dei dirigenti, è dei militanti. Sono sicuro che prevarrà il cuore”. Ma proprio il pratone rischia di diventare il luogo in cui si misurerà davvero il rapporto di forza tra Salvini e quella parte del Nord che oggi chiede di voltare pagina. In Lombardia, intanto, il messaggio è già partito. La base non è più silenziosa, Romeo non arretra e Fontana non lo lascia solo. Il confronto nella Lega è ormai aperto.

 

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).