L’ultimo affondo lombardo a Matteo Salvini dalla Lega, il cosiddetto fuoco amico (anzi, nemico) è arrivato da Massimiliano Romeo, segretario della Lega Lombarda e capogruppo in Senato a margine dell’evento dalla ‘Lombardia all’Italia: idee per il buon governo, alla Versiliana. Il tutto dopo che il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana non ha escluso un passo indietro del segretario federale, parlando al giornale nemico numero uno del Carroccio, il Corriere della Sera. “La Lega così non va, noi abbiamo fatto questa fotografia e Salvini ne ha preso atto. Noi abbiamo proposto anche una soluzione per uscirne tutti insieme. Che è quella di una squadra che in questo momento può aiutare la Lega a risalire la china e affrontare le future elezioni politiche visto che ci sarà una competizione, data anche la legge elettorale, tra leader, che sarà polarizzata da una parte dalla Meloni e dall’altra da quello che sarà il candidato del centrosinistra”. Il tutto con tanto di contestazione a Romeo di un gruppo di militanti che ha urlato “c’è solo un capitano“.
Nonostante il presidente dei senatori leghisti abbia chiesto il coinvolgimento di Luca Zaia e dei governatori nella gestione del partito, è assordante il silenzio del Doge ovvero l’ex presidente della Regione Veneto, popolarissimo e amatissimo che ha portato la Liga Veneta al 35% alle elezioni regionali del 2025. Perché? Fonti ben informate spiegano a Milano Quotidiano che Zaia ha già un accordo con Salvini per essere il capolista alle elezioni politiche del 2027 in Veneto. Con lui, sicuramente il Carroccio sarà il primo partito in Regione alzando notevolmente il dato nazionale. Poi, se il Centrodestra dovesse rivincere le elezioni politiche, per il Doge sarebbe già pronta la guida di un ministero: Politiche Agricole (un ritorno) o Made in Italy-Imprese. Il segretario federale della Lega apprezza moltissimo la posizione di Zaia, vera risorsa per il partito che non fa polemiche su quotidiani nemici o ad eventi pubblici. Così come Salvini ha grande stima per il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, quello del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e il capogruppo alla Camera, e segretario regionale in Piemonte, Riccardo Molinari, vero politico di razza, nonostante la giovane età (43 anni), con un’oratoria a Montecitorio che molti invidiano e brillante avvocato di Alessandria.
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


