Nell’Olimpia Armani Milano che da lunedì ha iniziato a lavorare nella palestra secondaria del Forum di Assago c’è anche l’ultimo acquisto, il non ancora 30enne tiratore statunitense Garrison Mathews. Tiratore ma anche difensore, giocatore che utilizza il fisico e l’agonismo nelle due metà campo: da ragazzo era soprannominato ‘Garry Bird’ per via della somiglianza fisica e nel modo di giocare con il leggendario Larry Bird.
Potenzialmente Mathews sarà la stella della squadra di coach Beppe Poeta insieme al connazionale Alec Peters. “Sono entusiasta di vivere un nuovo capitolo della mia carriera – le sue prime parole in biancorosso – e apprezzo tantissimo l’opportunità che l’Olimpia Milano e il suo coaching staff hanno deciso di offrirmi. Ho grande desiderio di mettermi al lavoro e aiutare la squadra come sarà possibile”.
La carriera
Cresciuto a Franklin, Tennessee, dove ha frequentato la locale high school, Mathews ha poi trascorso quattro stagioni alla Lipscomb University, a Nashville, dove ha sempre finito l’anno in doppia cifra e nelle ultime tre stagioni è andato oltre i 20 punti di media. Nel 2017-18 ha guidato Lipscomb alla sua prima partecipazione di sempre al Torneo NCAA e nel 2018-19 l’ha portata alla finale del Torneo NIT, persa contro Texas, dopo aver segnato 44 punti nei quarti di finale contro NC State e 34 in semifinale contro Wichita State. Nel 2019 è stato giocatore dell’anno dell’Atlantic Sun Conference. E’ il primo realizzatore nella storia di Lipscomb. Nel 2019 ha firmato per i Washington Wizards nella NBA rimanendovi due stagioni, poi è stato una stagione e mezzo a Houston, due e mezzo ad Atlanta e nell’ultima stagione ha giocato 15 partite negli Indiana Pacers. In tutto, ha giocato 329 partite NBA con 6.4 punti di media. Nel 2021-22 ha segnato 10.0 punti per gara per Washington. Nel 2024-25 ha segnato 7.5 punti di media per Atlanta. In carriera ha il 38.2% da tre. Nel 2023-24 ha chiuso con il 44.0%, quarto assoluto nella NBA.
Tiratore puro, ma Mathews non si vede solo così. “Odio giocare soft, per me si può giocare solo in un modo, con fisicità”, ha raccontato a “The Athletic” quando giocava a Houston e aveva trovato finalmente un posto “fisso” nella NBA.
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