E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com
C’è una vecchia frase che suonava più o meno così: gli italiani si vergognano di dire che votano Berlusconi, però poi lo votano. In effetti, come spesso accade, era una frase buona solo per Milano. E buona solo per alcuni circoli di Milano, che è dichiaratamente e orgogliosamente una città di centrosinisrtra da almeno 15 anni (ma già a metà mandato dell’era Moratti l’aria stava cambiando).
Fuori da Milano resiste uno zoccolo duro liberale
Nel resto d’Italia non c’è neppure questa parvenza, e ad ogni modo c’è uno zoccolo duro di liberali che esiste ovunque. Gente che ancora applaude quando qualcuno (in questo caso Nicola Porro) dal palco dice che ci vuole più imprenditoria e meno Stato, meno tasse e più ricchezza per tutti. E questa gente che applaude non lo fa in quella che si picca di essere la città più avanzata d’Italia (Milano), ma in un angolo magnifico del sud Italia come Maratea. Questa è la riflessione che mi viene da fare dopo aver aiutato – con la mia azienda – ad organizzare la Ripartenza di Nicola Porro.
Un pubblico interessato alle sfide economiche e tecnologiche
C’è un pubblico che non si vergogna di dire che è di centrodestra, e che accorre per sentire quattro ad di società multimiliardarie spiegare che cosa succederà con l’intelligenza artificiale nei prossimi anni. Non gente che rutta, o che spara cretinate, ma cose complesse. Come la politica industriale di Pirelli esposta da Tronchetti Provera, tanto per dirne una. Un po’ lontano dallo stereotipo dell’ignorantone dietro una tastiera. Ecco, questo mi ha impressionato, come sempre impressiona quando la narrazione dice che fuori c’è nuvolo e invece guardando dalla finestra ti accorgi che il cielo è terso.
Sui temi identitari il centrodestra resta diviso
L’altra cosa che il centrosinistra – soprattutto a Milano – non capisce è che il centrodestra è tendenzialmente più unito sulle vicende economiche, ma assai frammentato sulle questioni identitarie complesse. Per esempio, sul caso del gioielliere Ruggero per i moderati ha sbagliato ma merita la clemenza, per la parte più a destra invece ha completamente ragione, e il governo sarebbe dovuto intervenire anni fa, quando è nato il caso (è la posizione di Giuseppe Cruciani).
[Personalmente ritengo che abbia sbagliato e che, almeno in questa fase, non vi siano neppure le condizioni per concedergli la grazia, anche perché non si può chiedere clemenza al Presidente della Repubblica mentre lo si insulta. Diverso, e a mio avviso ben più grave, è il tema del risarcimento riconosciuto ai familiari: una decisione difficile da comprendere e profondamente ingiusta.]
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