E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com
A Milano si è letto con entusiasmo che Monocle, celebre rivista tra le migliori al mondo, ha messo Milano al dodicesimo posto. Ora, si dà il caso che io a Monocle sia abbonato, in cartaceo. Che, come è intuibile, mi è arrivato molto dopo il profluvio di autoincensamento meneghino. Ed essendomi arrivato molto dopo, ho letto l’articolo dedicato a Milano in integrale.
Monocle parla del fatto che le Olimpiadi siano state una grande vetrina per far capire che Milano non è poi così lontana dalle Alpi e non è così lontana dalla Liguria. E fin qui, diciamo che è così da quando hanno inventato le autostrade, che peraltro per arrivare sulle Alpi ancora bisogna fare un sacco di lavoro. Poi, sempre Monocle, dice che la flat tax “has seen people flocking to Milan from cities such as London and Paris”. Come questo renda Milano vivibile, è da chiarirsi. Al massimo, il contrario, ma transeat.
Il racconto internazionale tra immobiliare e nuova gastronomia
Il meglio Monocle nel descrivere Milano lo dà nel paragrafo successivo. “Mentre ci sono stati alcuni effetti negativi della flat tax — tra i quali l’innalzamento del mercato immobiliare in un contesto già molto alto — Milano è diventata un posto sempre più internazionale. Questo ha avuto effetto anche sulla scena gastronomica cittadina, che era già eccellente ma dove il punto forte erano comunque i classici della tradizione italiana. Non più. Acciaio inox e illuminazione soffusa sono il nuovo standard, con ottimi locali che propongono di tutto, dalla cucina indonesiana a quella brasiliana e coreana. Il vino naturale, i piccoli piatti da condividere e il caffè speciale stanno diventando ormai onnipresenti. Tutto questo è una buona notizia per una città che ambisce a essere ai vertici delle classifiche internazionali e che può vantare una delle più alte percentuali di spostamenti effettuati con il trasporto pubblico nell’Europa meridionale”.
Cioè dovrebbe essere una buona notizia che mi vendono il caffè a treeuroemezzo? Io non sono contrario a che vendano il caffè anche a 10 euro, ma semplicemente non è un parametro per capire la vivibilità di una città. Poi arriva il punto più controverso.
Eccolo: “Questo non significa che non ci siano ancora molti problemi da risolvere. Alcuni sono relativamente semplici: le piste ciclabili che terminano all’improvviso costringendoti a immetterti su strade trafficate; la proliferazione dei graffiti. Altri molto meno: i pericolosi livelli di inquinamento atmosferico nella Pianura Padana”.
La proliferazione di graffiti. Per Monocle è questo il problema. Un concetto ribadito anche più in basso, nei suoi “consigli”: “Una linea più dura contro i graffiti. Le autorità sono state troppo permissive per troppo tempo”.
Le criticità rimaste fuori: periferie, quartieri popolari e Stazione Centrale
Io adoro Monocle. È l’unico giornale estero a cui sono abbonato e lo trovo illuminante per mille ragioni. Ma chi ha scritto questo pezzo sembra essersi concentrato soprattutto tra Brera e corso Como. Altrimenti si sarebbe accorto che le periferie hanno problemi di vivibilità enormi, che vanno recuperati i quartieri popolari, che un punto di forza è oggi Chinatown, grande esempio di multiculturalità, e un punto di debolezza è la Stazione Centrale, grande esempio, ma in negativo, di subcultura urbana.
Altro che graffiti, specialità a base di caffè, piste ciclabili e acciaio inox.
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