Una voce indiscreta dalla Gen Z: scrivo perché mi piace raccontare storie e perché, sotto il rumore di fondo, penso ci sia sempre qualcosa che merita di essere detto. Mi sono lanciata nel giornalismo con l’ambizione di chi non sa farsi i fatti propri e la curiosità di chi cerca la poesia ovunque, anche nei paradossi della realtà milanese e della mia generazione — sospesa tra la performance digitale e una disillusione cronica. Aspiro ad esplorare ciò che resta quando si spengono i filtri. Su Instagram documento il volto visibile e frenetico di Milano, mentre su Substack ho creato uno spazio più intimo per dare forma a riflessioni e spunti sul nostro tempo. Oscillo tra analisi generazionali e incursioni nel mondo del food, con un’unica, incrollabile certezza: se sbagli un congiuntivo, te lo correggo.