Milano Quotidiano

Milano 2027, i Verdi: “Bene le primarie. I Riformisti? Non bisogna per forza stare insieme…”

Il consigliere milanese dei Verdi Tommaso Gorini commenta gli ultimi sviluppi nel centrosinistra cittadino. L'INTERVISTA

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Primarie sì o primarie no, il candidato del centrosinistra verrà deciso a settembre. Questa la road map tracciata dalla coalizione. Un modo anche per fermare il proliferare di autocandidature di queste settimane. Sul versante più radicale e progressista, gli ultimi nomi quelli di Pacini e Goisis.  Milano Quotidiano ha fatto il punto della situazione con Tommaso Gorini, consigliere comunale dei Verdi. L’INTERVISTA

Condividete il sistema delle primarie per trovare il candidato sindaco?
In linea di principio sì. Pensiamo sia il modo più logico per poter confrontare le diverse posizioni di città che ci sono anche all’interno del centrosinistra.

Avete già un nome vostro da proporre per delle possibili primarie?
No, ma non ragionerei in ottica solamente dei Verdi. Ci presenteremo come Alleanza Verdi e Sinistra alle prossime comunali.

Quali sono secondo lei i temi più importanti su cui insistere per migliorare Milano?
Bisogna affrontare l’emergenza dei cambiamenti climatici. Nel prossimo mandato dovremmo arrivare a dei progetti e dei finanziamenti che ci permettono di non trovarci impreparati. Un altro tema è quello dell’abitare. Bisogna fare in modo che Milano ridiventi una città sostenibile, anche per chi fa un po’ più fatica. Bisogna tornare a rendere protagonisti i giovani e i ragazzi di seconda generazione. Dobbiamo creare opportunità di protagonismo per loro, per fare in modo che si sentano parte della città.

Per voi è importante il sostegno dei riformisti per le prossime comunali?
Dipende da quali sono le condizioni. Bisogna definire un perimetro di valori rispetto a che cos’è il centrosinistra. Ci sono una serie di questioni su cui ci siamo trovati in contrapposizione. Se i riformisti troveranno una convergenza con noi, ben venga. Non necessariamente bisogna per forza stare insieme. Chiaramente noi auspichiamo che la maggioranza sia più larga possibile, però deve venire prima la definizione del programma. Loro in questi mesi hanno avuto diversi ammiccamenti con Forza Italia per la creazione di un polo trasversale di centro. È una domanda che andrebbe fatta più a loro.

Preferireste supportare Pacini o Calabresi?
Credo che in questo momento sia prematuro fare questa domanda. Non sapendo ancora quelle che saranno le regole del gioco, è un po’ azzardato rispondere. Non è ancora definito il quadro.

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