Direzione Nord

Milano 2027, il confronto tra Civita, Majorino, Scavuzzo e La Lumia chiude Direzione Nord

Civita, Majorino, Scavuzzo e La Lumia insieme sul palco di Assolombarda: il confronto sul futuro della città assume i toni di una prova generale delle prossime Comunali

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Il panel conclusivo di Futuro Direzione Nord si è trasformato, di fatto, nel primo confronto politico tra alcuni dei profili che potrebbero giocare un ruolo nella corsa a sindaco di Milano del 2027. Sul palco organizzato dalla Fondazione Stelline, ad Assolombarda nella serata di lunedì 11 maggio, si sono ritrovati Antonio Civita, Pierfrancesco Majorino, Anna Scavuzzo e Antonino La Lumia: figure diverse per provenienza e sensibilità politica, ma tutte già entrate nelle discussioni sul futuro di Palazzo Marino. Un primo assaggio della lunga campagna elettorale milanese che sta iniziando a prendere forma.

Civita accelera: “Serve decidere entro l’estate”

Parlando a margine dell’evento con i cronisti Antonio Civita, imprenditore e fondatore di Panino Giusto, ha spiegato: “Vedo molto interesse attorno all’idea che un candidato civico possa fare sintesi”, ha spiegato. Secondo Civita, esiste una fascia di elettorato milanese che oggi non si riconosce pienamente nei partiti tradizionali e che potrebbe essere intercettata da una proposta più “laica”. L’imprenditore ha anche mandato un messaggio alla coalizione: “I tempi non devono diventare troppo maturi”, avvertendo il centrodestra sulla necessità di chiudere la partita del candidato rapidamente. “Prima si parte meglio è, perché c’è un gap importante da recuperare”.

“Lupi è un ottimo candidato”

Civita ha affrontato anche il tema della possibile candidatura di Maurizio Lupi, uno dei nomi più forti nel centrodestra milanese. “Penso che Lupi sia un ottimo candidato”, ha detto, riconoscendone esperienza politica e credibilità. Ma allo stesso tempo ha ribadito la convinzione che oggi una figura civica possa risultare più competitiva in città. “Mi sembra che una proposta politica pura abbia meno possibilità rispetto a una candidatura più civica”, ha osservato.

Nel dibattito sono emersi anche segnali di un clima politico già molto acceso. Civita ha raccontato di aver ricevuto messaggi intimidatori dopo l’annuncio della sua disponibilità a candidarsi, compreso un episodio vandalico contro la sua auto. Un tema che però l’imprenditore ha scelto di non enfatizzare: “Preferisco parlare della città e dei progetti”. Segnale, però, che la lunga corsa verso Palazzo Marino è già ufficialmente partita.

Majorino: “Milano scelga nuove strade”

Sul fronte opposto, Pierfrancesco Majorino ha cercato di spostare il baricentro del dibattito dalle persone ai contenuti. “Più dei nomi conta discutere delle idee e del futuro della città metropolitana”, ha spiegato ai cronisti prima del panel il capogruppo Pd in Regione Lombardia. Secondo Majorino, Milano ha bisogno di “nuove strade” sul piano delle politiche sociali, dell’innovazione e della lotta alle diseguaglianze.

“Il centrosinistra resta favorito”

L’esponente dem ha poi raccolto l’assist lanciato dal sindaco Giuseppe Sala, che poche ore prima aveva definito “aperta” la corsa del 2027. “La partita è certamente aperta”, ha ammesso Majorino. Ma subito dopo ha rivendicato la solidità elettorale del centrosinistra milanese: “Dal 2011 abbiamo vinto tutte le elezioni e credo che anche il centrodestra sappia che oggi il centrosinistra parte favorito”.

Scavuzzo: “Sul candidato sceglieremo il metodo, ora costruiamo la coalizione”

“Io credo che sarà la coalizione stessa a scegliere quale sarà il metodo” per individuare il candidato sindaco del centrosinistra a Milano, anche perché “nel tempo abbiamo valutato opzioni diverse e ci siamo detti tutti quanti disponibili a scegliere quella che maggiormente rispondeva anche alle esigenze della coalizione”. Così Scavuzzo. “C’è un tema importante di costruzione di un perimetro di coalizione forte e di un programma che ha bisogno poi di interpretare le disponibilità, le esigenze e i bisogni di tutti” ha sottolineato Scavuzzo, che ha poi replicato a chi le chiedeva quale sarà la sua eredità politica alla fine di questo mandato. Scavuzzo ne individua più di una, dalla “centralità dei servizi educativi” alle responsabilità su sicurezza e Protezione civile, ma anche nella costruzione di un “sistema alimentare sostenibile” e, nell’ultimo anno, anche “l’impegno rafforzato sul tema dell’urbanistica e delle trasformazioni di una città sostenibile in equilibrio anche sul tema della casa e dello sviluppo”.

Per il futuro Scavuzzo è convinta che per Milano possano anche servire strumenti nuovi. Adesso “stiamo discutendo della legge speciale”, un dibattito che va affrontato, per la vicesindaca, in ottica metropolitana, perché “Milano, e lo dicono i numeri, è diventata più grande: oggi sono milanesi anche quelli che vivono a Segrate o a Bollate – ha spiegato -. Dobbiamo uscire dall’idea che c’è una separazione” tra città e provincia.

La Lumia: “Milano, crescita sostenibile solo se ci sono regole”

Così La Lumia: “A Milano serve equilibrio, la città non può pensare di crescere in maniera indiscriminata perché la crescita è sostenibile soltanto se ci sono delle regole e da questo punto di vista penso che siamo tutti d’accordo: la regola è la principale chiave di volta della libertà e della convivenza civile. L’urbanistica è una vicenda molto complessa, certamente l’amministratore pubblico deve porsi il tema della trasparenza e della partecipazione su scelte particolarmente rilevanti, penso anche alla questione di San Siro. Milano ha un grande tema: la potenzialità dello sviluppo ma talvolta l’incapacità di distribuire questo sviluppo in maniera equa”.

 

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