La possibile candidatura di Mario Calabresi continua a muovere gli equilibri nel centrosinistra milanese. E le resistenze non arrivano soltanto da pezzi del Pd. A prendere posizione è ora anche LaCivica Milano, il gruppo che raccoglie l’eredità della lista di Giuseppe Sala e che in Consiglio comunale rappresenta la seconda forza della maggioranza dopo il Partito democratico. Il messaggio è netto: il prossimo candidato sindaco deve essere scelto attraverso le primarie e il percorso non può essere deciso fuori dai luoghi politici che in questi anni hanno governato la città.
Nei giorni, come noto, scorsi l’ex direttore di Repubblica e La Stampa, dopo essersi dimesso dalle cariche in Chora Media, ha parlato apertamente di un “passo” già fatto e di un percorso di dialogo e ascolto avviato, pur senza formalizzare ancora la corsa a Palazzo Marino. Oggi si è aggiunto l’intervento del leader di Azione Carlo Calenda, che iintervistato dal Corriere ha auspicato che la coalizione punti direttamente su Calabresi senza che ci siano primarie. È in questo clima che la nota de LaCivica, sottoscritta dai consiglieri Marco Fumagalli, Gini Dupasquier, Mauro Orso, Paolo Petracca, Marzia Pontone, assume un significato politico preciso.
LaCivica: “Le primarie si facciano a breve”
“Vogliamo che siano i milanesi a scegliere il prossimo candidato sindaco del centrosinistra e continuiamo a ritenere le primarie lo strumento più giusto, aperto e trasparente”, scrive il gruppo consiliare, chiedendo che la consultazione “abbia luogo a breve”. Il punto, però, non riguarda soltanto lo strumento. LaCivica rivendica il ruolo delle forze che hanno sostenuto la giunta Sala e che ancora oggi hanno la responsabilità di governare Palazzo Marino. “Apprezziamo gli sforzi che si stanno facendo, ma il percorso e le regole con cui arrivare alla scelta del candidato devono essere definiti innanzitutto dai soggetti politici che, in Consiglio comunale, si sono assunti in questi anni la responsabilità di governare Milano”. Un passaggio che suona come un avvertimento rispetto all’ipotesi che la candidatura possa maturare attraverso interlocuzioni esterne ai partiti e ai gruppi della maggioranza.
“Milano non può prendere atto di scelte maturate altrove”
La frase politicamente più significativa arriva poco dopo: “Milano non può limitarsi a prendere atto di scelte maturate in luoghi diversi da quelli della rappresentanza politica e democratica della città”. LaCivica propone quindi di aprire subito un tavolo con Pd, Azione, Italia Viva, Verdi e con le altre forze che si riconoscono nel centrosinistra, “anche alla luce dell’accelerazione degli ultimi giorni”. Il riferimento a Calabresi non è esplicito, ma il contesto lascia pochi dubbi.
Emmanuel Conte tra gli aspiranti alla fascia tricolore milanese
C’è naturalmente un altro elemento che rende particolarmente significativa la presa di posizione. Il portavoce politico de LaCivica è Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, Demanio e Piano Casa della giunta Sala, che nei mesi scorsi ha già dato pubblicamente la propria disponibilità a partecipare alla corsa per Palazzo Marino. A marzo, quando la lista “Beppe Sala Sindaco” è diventata LaCivica Milano, proprio Conte era stato indicato come portavoce della nuova formazione. A giugno l’assessore aveva poi aperto esplicitamente alla possibilità di candidarsi, sostenendo la necessità delle primarie e di un nuovo progetto per la città.
“La coesione non è un dato acquisito”
La nota contiene anche un richiamo agli equilibri dell’ultimo scorcio di mandato. Nei prossimi mesi, sottolineano i consiglieri civici, la maggioranza sarà chiamata ad assumere decisioni importanti e a sostenere in Aula l’azione della giunta. “Anche per questo la coesione politica non può essere considerata un dato acquisito: va costruita attraverso il confronto, il rispetto reciproco e la condivisione delle scelte“. Un avvertimento che va oltre il dossier candidature e chiama in causa direttamente i rapporti interni alla coalizione. “Chi ha governato insieme Milano deve assumersi oggi anche la responsabilità di costruire insieme il percorso che porterà alla scelta del prossimo sindaco”, conclude LaCivica.
In altre parole, il messaggio è doppio: sì alle primarie, ma soprattutto no a candidature percepite come calate dall’alto o costruite fuori dal perimetro politico della maggioranza.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


