“Milano si avvicina alle Comunali del 2027 con una domanda politica chiara, mentre il centrodestra è ancora impegnato a definire la propria identità. Non c’è un candidato unico, ma ci sono tre linee politiche che rappresentano tre modi diversi di leggere la città. È una fase di ricerca più che di competizione interna, e questa ricerca attraversa tre culture che oggi convivono nella coalizione”. Inizia così l’analisi demoscopica dell’istituto Yoodata – in esclusiva per Milano Quotidiano – sulla situazione nel centrodestra in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno a Milano.
“La prima è la linea istituzionale, il centrodestra “di governo”, che punta su competenza, continuità amministrativa e dialogo con il mondo produttivo. In questa visione Milano deve ritrovare una dimensione europea, fatta di rigore, infrastrutture, innovazione e servizi efficienti. È una linea che parla alla città che produce e innova, e che guarda ai quartieri centrali dove la domanda politica è pragmatica e la competizione con il centrosinistra si gioca sulla qualità della gestione. Il candidato di riferimento per questa linea è Matteo Perego, di Forza Italia”.
“Accanto a questa – sottolinea ancora lo studio di Yoodata – si colloca la linea identitaria, che intercetta la domanda di rappresentanza delle periferie e dei ceti popolari. Qui il linguaggio è più diretto e polarizzante, e i temi ruotano attorno a sicurezza, decoro, immigrazione e critica alle élite cittadine. Milano, in questa prospettiva, è una città che corre troppo veloce e rischia di lasciare indietro qualcuno. È una linea che punta a mobilitare e che vede nella partita milanese un’occasione per ridefinire il proprio ruolo nazionale. In questo caso, la candidata di riferimento è Silvia Sardone, della Lega”.
“La terza linea è quella securitaria-civica, nata nella società civile più che nei partiti. Mette al centro l’ordine pubblico, la microcriminalità, la tutela dei cittadini vulnerabili e la presenza dello Stato sul territorio. Parla a un elettorato trasversale che considera la sicurezza il prerequisito di ogni politica urbana e che spesso non si identifica pienamente né con il moderatismo né con l’identitarismo. Per questa linea, il candidato di riferimento è Carmelo Burgio, di Futuro Nazionale”.
“Di queste tre candidature, quelle con maggior potenziale sono Matteo Perego e Silvia Sardone. Le loro personalità politiche esprimono bene la dialettica tra linea istituzionale (Perego) e linea identitaria (Sardone): da una parte la competenza e il dialogo, dall’altra la rappresentanza e la rottura con il modello attuale. E chi dei due avrebbe maggiori chance di vittoria? Senza specifici sondaggi, una risposta alla domanda appare prematura. Sulla carta, e presupponendo di farne crescere rapidamente la notorietà (al momento molto bassa), potrebbe risultare più trasversale come bacino di voto Matteo Perego. Che però potrebbe trovare proprio in Sardone un’energica “front woman” di comunicazione. Da cui l’idea potenzialmente competitiva di un possibile “ticket” fra le due figure, invece di una contrapposizione”, conclude l’analisi di Yoodata.
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Matteo Perego di Cremnago


