Milano Quotidiano

Milano, Albiani (Pd): “Divisioni su Tel Aviv e taser? Ma questa non è una maggioranza spaccata”

Il consigliere del Pd Michele Albiani commenta le ultime tensioni interne al partito a Palazzo Marino. L'INTERVISTA

Michele Albiani
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Le ultime settimane sono state a dir poco complicate per la maggioranza di Palazzo Marino. Dalla bocciatura dell’ordine del giorno per interrompere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv fino alle ultime discussioni sul taser, la coalizione di centrosinistra ha dato l’impressione di avere al suo interno molte divergenze d’opinione. Divisioni che sono anche interne al Pd stesso.  Milano Quotidiano ne ha parlato con Michele Albiani, consigliere comunale in forza al Partito Democratico. Che proprio negli scorsi giorni ha avuto in commissione un duro scontro con la collega di partito Angelica Vasile sull’introduzione dei taser nella dotazione della Polizia locale. L’INTERVISTA

Consigliere Albiani, partiamo dall’ultimo scontro, quello sui taser: perché  è contrario alla loro introduzione?
Io non sono contrario a priori. Io ho semplicemente dei dubbi per quanto riguarda l’efficacia dello strumento per la Polizia locale. Penso che la sperimentazione non sia stata particolarmente apprezzabile.

La sperimentazione effettivamente si è svolta solo di giorno. Perché ritiene che il mancato test nelle ore notturne abbia compromesso l’efficacia della sperimentazione?
Nella stessa relazione viene confermato che l’orario più indicato per le situazioni più problematiche è la notte. In generale il problema principale è che ci sono pochi agenti, soprattutto la notte. Se avessi gestito io la sperimentazione, mi sarei concentrato di più sulla notte.

Secondo lei, c’è un’alternativa al taser sulla quale la giunta dovrebbe puntare?
Personalmente penso che dovrebbe esserci un maggior numero di agenti della Polizia di Stato per le strade. Un altro problema è che molte persone che vengono arrestate sono recidive, cioè sono già state arrestate più volte. Quindi, dopo il primo arresto, queste persone sono di nuovo in strada in poco tempo, senza che ci sia stato un percorso di reinserimento. 

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Riccardo Truppo ha sostenuto che voi siete “una maggioranza che non è in grado di esprimersi chiaramente a favore di un provvedimento piuttosto che di un altro.” Cosa risponde a questa accusa?
Il sindaco ha dichiarato che deciderà il consiglio comunale. Noi prenderemo una posizione con il nostro voto, ma di sicuro non ne facciamo una battaglia esistenziale. 

Secondo lei, la maggioranza si è spaccata a seguito del gemellaggio?
Faccio mie le parole che ha utilizzato la nostra segretaria regionale Roggiani qualche giorno fa: «Sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono». Io non faccio una colpa a chi ha deciso di votare in maniera diversa, e non penso che sia una maggioranza spaccata, né che ci spaccheremo in futuro. Dobbiamo capire che ci siamo candidati per il bene della città e della cosa pubblica.

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