Milano Quotidiano

Milano, Ascioti boccia sonoramente l’ “estremista” Sardone ma tiene la porta aperta al centrodestra su Cottarelli

Il segretario di Azione Francesco Ascioti: "Cottarelli sarebbe un ottimo nome per Milano, Sardone non ha le qualità per il ruolo. Noi puntiamo a una candidatura riformista e europeista"

Francesco Ascioti
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Le primarie della Lega hanno decretato due vincitori assoluti: Matteo Salvini e Silvia Sardone. Con il capo del Carroccio che ha lanciato la volata alla sua vice come possibile candidata sindaco del centrodestra a Milano. Così fosse, sicuramente Azione non sarebbe della partita. Lo spiega a chiare lettere a Milano Quotidiano  Francesco Ascioti, segretario milanese del partito di centro. L’INTERVISTA

Ascioti, perché ritenete Silvia Sardone una candidata estremista?
Silvia Sardone è estremista per quelle che sono state le sue posizioni in questi anni, sempre alla ricerca di nemici ed estremamente poco costruttiva. Non ha neanche lontanamente le qualità per fare la sindaca di Milano.

Forza Italia ha aperto invece all’idea di scegliere Cottarelli come possibile candidato sindaco del centrodestra. Se dovesse essere lui il nome, fareste un pensiero sull’allearvi con il centrodestra?
Noi stimiamo molto Carlo Cottarelli, è un profilo internazionale, un professore molto riconosciuto e autorevole. Lui avrebbe lo standing adatto per fare il sindaco di Milano. Sarebbe un ottimo nome per la città. 

Dall’altra parte, se il centrosinistra dovesse scegliere un candidato radicale, come per esempio Majorino, Azione potrebbe decidere di smarcarsi e correre con un suo candidato riformista?
Noi abbiamo una responsabilità: fornire alla città una candidatura e un progetto riformista. Se i due poli sceglieranno delle candidature estremiste, noi forniremo una candidatura riformista e europeista. 

Siete favorevoli alle primarie?
Non facciamo parte della coalizione di centrosinistra a livello nazionale. In nessuno scenario Azione Milano direbbe “andiamo a fare le primarie del centrosinistra”. Siamo impegnati a costruire un campo europeista, terzo tra i due poli. Non possiamo quindi essere coinvolti in uno schema di primarie di questo livello. Possiamo però partecipare a dei tavoli di lavoro, questo lo faremo partendo dalla coalizione di centrosinistra, capendo bene come si evolvono le cose. 

Tra Cottarelli e Calabresi chi preferireste?
Il nostro lavoro deve essere quello di uscire dai concorsi di bellezza e parlare prima delle cose da fare. Poi arriverà la donna o l’uomo in grado di interpretare un programma. La verità è che oggi non esiste un programma, quindi se non c’è una visione di città comune almeno su 4 o 5 cose fondamentali, è inutile spendersi sui nomi, che vengono dopo il programma.

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