E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com
Almeno a livello giuridico qualcosa si capirà. Speriamo anche a breve. Ed è giusto che un giudice si esprima sui casi che più hanno infervorato l’agone pubblico. I grandi filoni sono due. Il primo riguarda il passato, il secondo il futuro
Il passato sono le Olimpiadi invernali. Pare una vita che si sono tenute, perché il termometro sta a quasi 40 gradi e perché abbiamo la memoria corta. E invece è stato una manciata di mesi fa. Sono state un successo. Già prima però era iniziato, come prevedibile e previsto, lo scandalo. In particolare si era acceso un faro della Procura di Milano sulla gestione del primo amministratore delegato, Vincenzo Novari, a cui poi è seguito il grandissimo lavoro di recupero e di raggiungimento dell’obiettivo di Andrea Varnier. La notte e il giorno, potremmo dire. Tanto che Varnier fa incetta di premi ed encomi, Vincenzo Novari invece qualche problema giudiziario ce l’ha. Del resto il primo amministratore, vicino al Movimento 5 Stelle e all’allora ministro dello Sport, è accusato di tutta una serie di cose legate agli affidamenti di incarichi eccetera eccetera. Non vado nel dettaglio perché ci sono andato già giù durissimo ai tempi, e Novari fece un comunicato stampa per dire che mi avrebbe querelato. Ad ogni modo, Novari finisce sotto inchiesta. La Procura gli contesta di non aver fatto le gare.
Peccato che però la Fondazione Milano Cortina, se avesse fatto le gare, avrebbe portato le Olimpiadi in Italia nel Duemilaottanta. Quindi, il Governo sostiene la natura privatistica della Fondazione. Un modo non tanto per tutelare Novari, quanto per difendere il nuovo ad, che stava facendo una vera e propria corsa contro il tempo. I pm impugnano la legge del Governo e la portano alla Corte Costituzionale. Se la Corte dovesse sostenere che la Fondazione è pubblica, allora ci saranno guai per tutti, perché avrebbe dovuto fare le gare eccetera eccetera. Se la Corte dovesse dire che la Fondazione è privata, invece, allora la posizione di Novari sarebbe enormemente alleggerita, e Varnier non rischierebbe proprio niente.
E il futuro? E’ decisamente più impattante sulle vite di tutti i milanesi. Il Tar ha infatti tenuto una udienza martedì dalle 12 per capire che cosa deve fare dei cinque ricorsi di cittadini e associazioni. C’è un po’ di tutto, nel faldone, ma tanto quanto basta per bloccare la macchina della ristrutturazione dei club ancora per molto tempo. Se il Tar dovesse dare ragione ai ricorrenti allora semplicemente il progetto San Siro sarebbe praticamente moribondo. La crisi politica esploderebbe di nuovo e con tutta probabilità – come sostiene Ignazio La Russa da un pezzo – l’intera responsabilità di decidere sullo stadio sarebbe demandata al nuovo sindaco. Se invece il Tar dovesse dare torto ai ricorrenti si potrebbe ipotizzare una decisa accelerata dei club e il progetto San Siro si avvierebbe celermente verso la demolizione del vecchio stadio e la costruzione del nuovo.
Sono solo due sentenze, si potrà dire. Ma sono – oltre che importanti perché hanno un enorme valore in sè per sè – anche la bocciatura o la promozione di linee politiche completamente divergenti che – è bene dirlo – alloggiano anche nella stessa maggioranza che sta a Palazzo Marino. Uno snodo, queste due sentenze, che detteranno il ritmo verso le prossime elezioni amministrative.
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