Milano Quotidiano

Milano, Gorini (AVS): “I giovani vedono nella violenza una risorsa? Questo è quello che gli insegna il mondo oggi”

Il consigliere comunale di AVS Tommaso Gorini sui disordini che hanno sconvolto Milano: "Legge anti-maranza? Non risolve un bel nulla"

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“Non credo che il compito della politica sia dare patenti di legittimità alle proteste ma di capire cosa significano e dare risposte“: così il consigliere milanese di AVS Tommaso Gorini esprime prudentemente a Milano Quotidiano il proprio pensiero rispetto alle violenze che hanno sconvolto Milano nel fine settimana ed alla solidarietà verso i protagonisti dei disordini manifestata anche da esponenti del centrosinistra. “Penso che la solidarietà verso chiunque ha subito una violenza ingiustificata, manifestante, poliziotto o semplice persona che si è trovata in mezzo agli scontri, sia il minimo“, precisa.

Sulle cause di quanto accaduto a Milano, Gorini sviluppa un ragionamento ad ampio raggio: “Da un lato sono anni che gli educatori denunciano un’impennata del disagio tra gli adolescenti e l’inadeguatezza delle risorse e degli strumenti per affrontarlo, soprattutto a partire dal Covid. Sicuramente c’è un fallimento della fiducia in partiti, associazioni e sindacati come agenti di cambiamento. I modelli di protagonismo e di potere oggi non sono, purtroppo, fondati su democrazia, solidarietà e competenza ma su violenza, avidità e opulenza. Davvero ci sorprendiamo se i più giovani vedono nella violenza una risorsa in un mondo in cui Donald Trump è l’uomo più potente del mondo e in cui gli unici esempi di lotte che hanno dato protagonismo agli ultimi sono quelle di Gaza e dei casseurs?”

Provvedimenti come quelli proposti dalla Lega “non risolveranno un bel nulla” per Gorini, che ricorda come un anno fa, in occasione del rimpasto di Giunta a Milano, AVS avesse chiesto invece “più risorse, umane ed economiche per le politiche giovanili. E’ quella la direzione. Offrire strumenti per emanciparsi”. No dal consigliere comunale infine all’idea di proporre l’Ambrogino d’Oro per Angelo De Simone, il dirigente del Commissariato Garibaldi-Venezia dal volto insanguinato divenuto simbolo dell’argine dello Stato alle violenze: “Penso che le persone vadano premiate per quello che fanno, non per quello che subiscono. Non credo ci sia un valore nell’essere vittima di qualcosa”

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