Milano Quotidiano

Milano, il Coordinamento Comitati pronto a fare rumore contro la malamovida

Verso una "chiassosa" iniziativa a Palazzo Marino per dare voce ai residenti esasperati. Intervista a Fabiola Minoletti, vicepresidente del Coordinamento Comitati Milanesi

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)

Una protesta davanti a Palazzo Marino. È questa la strada che alcuni comitati milanesi vorrebbero percorrere per fronteggiare il problema della malamovida milanese. Un problema che riguarda ormai molteplici zone della città, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di convivenza con i residenti che rivendicano il loro diritto al riposo ed alla quiete. Ma ci sono anche tematiche relative al decoro, all’igiene ed alla sicurezza. Milano Quotidiano ne ha parlato con Fabiola Minoletti, vicepresidente del Coordinamento Comitati Milanesi. L’INTERVISTA.

Minoletti, perché  questa protesta?
Vorremmo organizzarla perché abbiamo provato di tutto, e non è mai arrivata una soluzione al problema. Ogni tanto, rialzare la voce può far bene. È una criticità a cui non si riesce a trovare una soluzione. Per questo, vogliamo fare un’iniziativa “tonica”. Il Comune sta facendo poco per questo problema. Sembra ci sia un rimbalzo di responsabilità.

Avete annunciato una manifestazione volutamente “chiassosa”: che messaggio volete far arrivare al Comune?
Visto che con i modi istituzionali non si è arrivati ad una soluzione, allora noi ritorniamo a modi più da strada. Abbiamo provato con gli avvocati, con gli esposti, con il dialogo, ma non c’è stato niente da fare. Allora decidiamo di tornare alle origini. Sarebbe bello condividere l’iniziativa con tutti i comitati milanesi.

Che tipo di risposta vi aspettate dal sindaco e dalla giunta?
Finora, il problema non è mai stato affrontato seriamente. Non ho grandi aspettative su quello che può fare la giunta di Sala.

Ci sono quartieri più colpiti di altri dagli effetti negativi della movida?
A differenza di molti anni fa, il problema della malamovida è ormai diffuso a “macchia di leopardo”. Basta l’apertura di un bar, che svolge attività notturna, per fare diventare una piazza vittima di malamovida. Il caso di viale Abruzzi ne è un esempio. Ci sono poi zone storiche in cui si sono consolidati questi problemi, come per esempio via Lazzaretto, ma anche la zona dei Navigli.

Che tipo di segnalazioni ricevete più spesso dai residenti?
Molti segnalano il rumore, soprattutto durante il periodo estivo, visto che molti residenti, col caldo, tengono aperte le finestre. In secondo luogo, le lamentele riguardano i rifiuti lasciati sulle finestre e lungo la strada. Ma abbiamo anche segnalazioni riguardanti diversi atti vandalici, come biciclette buttate per terra. Un altro problema segnalato è l’intralcio alla viabilità.

Che misure proporreste per fronteggiare il problema?
Bisogna lavorare su più fronti. Dovrebbe esserci maggiore educazione e civiltà da parte dei giovani. Anche gli esercenti commerciali dovrebbero minimamente gestire queste situazioni. Quindi dedicarsi anche a pulire. Poi bisogna ragionare sui controlli da parte delle forze dell’ordine, che dovrebbero essere più intensi nelle aree critiche, soprattutto nel fine settimana.

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