Milano Quotidiano

Milano, il gemellaggio con Tel Aviv prosegue. Putiferio a Palazzo Marino. E i ProPal danno del negazionista a Nahum…

Fortissime tensioni in consiglio comunale, il pubblico ha più volte interrotto la seduta con urli e schiamazzi. Attesa per la reazione dei Verdi

Daniele Nahum
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Alla fine il consiglio si è espresso: Il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv prosegue. Dopo più di 4 ore di seduta, i consiglieri di Palazzo Marino hanno messo al voto nella serata di lunedì 18 maggio l’ordine del giorno presentato da Francesca Cucchiara, consigliera in forza ai Verdi, per la sospensione del gemellaggio. Decisivi i voti contrari di tre consiglieri del PD – Alice Arienta, Angelica Vasile, Roberta Osculati – e dei consiglieri di Azione, che hanno trasformato la maggioranza in minoranza. 21 i voti contrari, 17 i favorevoli.

Una querelle che è giunta (forse) finalmente al termine. Ma che apre ora a nuovi scenari. Cosa faranno ora i Verdi, che avevano più volte minacciato di uscire dalla maggioranza in caso il gemellaggio non fosse stato sospeso?

Ma partiamo dall’inizio. Già prima del consiglio la tensione era altissima. Venerdì scorso era infatti andato in scena il vertice di maggioranza a Palazzo Marino, che non aveva risolto le conflittualità interne alla maggioranza. Il nodo centrale era sempre quello: il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, su cui la coalizione non aveva trovato un accordo. Lo scontro si è riaperto in consiglio comunale, con Daniele Nahum che ha confermato di voler lasciare la maggioranza in caso di sospensione del gemellaggio, ma di voler rimanere dentro Azione.  Così a Milano Quotidiano: “Confermo la mia volontà di uscire dalla maggioranza. A differenza dei Verdi, io la mia parola la mantengo. Credo che sia poco serio continuare a parlare del tema di Tel Aviv, e non del futuro della città e di cosa deve fare la maggioranza per il prossimo anno. Non uscirò però da Azione”.

Dopo un paio d’ore, la seduta è arrivata a un bivio. La consigliera forzista Deborah Giovanati ha invocato la votazione imminente dell’ordine del giorno targato Cucchiara, ma la presidente Elena Buscemi ha tentennato, sostenendo che solamente il primo firmatario possa decidere quando presentare il documento. La parola è poi ripassata a Daniele Nahum, che con una sola frase ha scatenato il putiferio tra il pubblico pro Palestina: “La tregua a Gaza è in corso”, ha scandito il consigliere. Frase che ha fatto scattare l’ira del pubblico, che ha fatto partire insulti pesanti a Nahum: “Fascista”, “Se dici questo neghi la Shoah!”. Alcune persone hanno scatenato un vero e proprio caos, con urla e schiamazzi, tanto da venir portate fuori dalle guardie del consiglio. Con anche alcuni momenti tragicocomici, come quando una donna nel pubblico ha finto di starnutire per tentare di bloccare l’intervento di Nahum.

Alle 20:40 è finalmente arrivata la votazione. Dopo il voto, i ProPal tra il pubblico hanno nuovamente creato scompiglio all’interno dell’aula. Un uomo ha provato a sfidare il consigliere Manfredi Palmeri con il tradizionale “faccia a faccia”, ma è stato allontanato dalle guardie fuori dal consiglio. Altri cori si sono poi accesi: “Vergogna”, “Siete complici del genocidio”. 

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