
Continuano le polemiche all’interno della maggioranza di Palazzo Marino. E resta altissima la tensione in particolare tra i Verdi ed Azione dopo il duro confronto sul mancato stop al gemellaggio con Tel Aviv. In risposta alle dichiarazioni della Verde Francesca Cucchiara, il consigliere comunale di Azione Daniele Nahum ribadisce la sua visione sugli attuali equilibri di maggioranza della giunta di Beppe Sala. Non lesinando attacchi anche al suo ex partito, il Pd.
Consigliere Nahum, perché secondo lei il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv non va sospeso?
Per diverse ragioni. La prima è che Tel Aviv è la città più progressista del Medio Oriente e una delle più progressiste del mondo. Il gay pride e a Tel Aviv lo fanno dal 1979, e Israele riconosce le coppie di fatto da molto prima dell’Italia. Ed è una città che ha protestato in modo veemente contro le politiche di Netanyahu. Non si capisce perché si voglia interrompere un gemellaggio con una città che rappresenta un governo democratico con un governo pessimo.
È corretto chiedere una nuova votazione, come propone il sindaco, o si tratta di un rinvio politico?
Non credo che sia una cosa corretta. Qui c’è un tema politico enorme. Cioè se i Verdi vogliono stare o no in questa maggioranza. Sono sei mesi che i Verdi pongono condizioni su tutto.
Lei ha parlato di “verifica di maggioranza”: cosa intende concretamente?
Voglio sapere da chi è composta la maggioranza. Noi abbiamo una forza politica che su San Siro ha messo i bastoni tra le ruote, e io voglio ricordare che l’unico gruppo che ha votato compattamente per San Siro siamo stati noi Riformisti. Si sono create spaccature ovunque, anche all’interno della Lista Sala. Noi non possiamo stare sotto ricatto di due consiglieri Verdi che sono sempre contrari ad ogni cosa. Loro hanno detto che finché non verrà sospeso il gemellaggio si asterranno dalle delibere di giunta. Questo vuol dire porsi all’esterno della maggioranza.
I Verdi hanno dichiarato che non ci saranno passi indietro: se il gemellaggio non si interromperà, potranno valutare l’uscita dalla coalizione di centrosinistra. Lei cosa ne pensa?
Io gli tengo la porta aperta. Non li trattengo. Se vogliono uscire io sono il primo ad aprire la porta. È possibile che siamo bloccati da anni a parlare di Medio Oriente? Siamo stati eletti per risolvere i problemi della città, non per parlare di Gaza. Di Gaza parlano le università. Vogliamo risolvere i problemi seri della città o andare avanti con questo circo?
La consigliera dei Verdi Francesca Cucchiara vi ha riservato degli attacchi pesanti sostenendo che avete in mente di fare una coalizione con Forza Italia. Lei cosa ne pensa?
Rispondo che loro votano le mozioni senza leggerle. Ad oggi la tregua in Medio Oriente è tutt’ora in atto, tranne che per la direzione metropolitana del Partito Democratico e per i Verdi. Ci sono stati dei singoli episodi, ma non hanno portato alla fine della tregua. Per quanto riguarda Forza Italia, noi siamo stati più “saliani” di Sala. Siamo sempre stati riformisti e siamo sempre andati verso il sindaco, a differenza dei Verdi che su ogni cosa hanno cercato di rompere. L’appello che ha fatto il nostro segretario Ascioti è giusto, cioè cercare di mettere insieme una coalizione di volenterosi da parte di un pezzo del PD e di Forza Italia, cercando di governare Milano in senso riformista.
Quindi c’è questa volontà.
La nostra volontà è avere un candidato sindaco con un profilo come quello di Mario Calabresi. Se il candidato sarà lui, Azione farà parte della nuova coalizione di centrosinistra. Serve un candidato sindaco che sia dentro la modernità, che sappia rapportarsi con i poteri economici ma non li consideri il male assoluto. Ma se dovessero scegliere una candidatura massimalista, a quel punto avremmo il compito di proporre un profilo riformista.
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