Milano Quotidiano

Milano, giro di escort e gas esilaranti: alle feste pure calciatori di Serie A

Serate da migliaia di euro tra locali, hotel e prestazioni sessuali. Il "servizio dopopartita" per i calciatori in trasferta a Milano

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Quattro persone sono finite agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza di Milano, coordinata dalla Procura, su un giro di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione con ipotesi di autoriciclaggio. Le misure cautelari, firmate dal gip Chiara Valori, sono arrivate al termine di accertamenti che hanno ricostruito un sistema organizzato, basato su eventi e serate riservate a una clientela selezionata e ad alto potere di spesa.

Al centro dell’indagine una società con sede a Cinisello Balsamo, formalmente attiva nell’organizzazione di eventi ma, secondo gli investigatori, utilizzata per gestire un circuito di escort. Il modello prevedeva il reclutamento di donne disponibili a partecipare alle serate e, su richiesta, a fornire prestazioni sessuali. L’offerta comprendeva un servizio completo: locale, accompagnamento e soggiorno in hotel. Il costo delle serate poteva arrivare a diverse migliaia di euro.

Imprenditori e calciatori di serie A tra i clienti. La droga del palloncino alle serate

Tra i frequentatori del giro figurerebbero imprenditori e anche diversi calciatori di Serie A. Per questi ultimi, secondo quanto emerso, venivano organizzati veri e propri “dopopartita”, con servizi dedicati dopo gli incontri disputati a Milano. I calciatori citati non risultano indagati. Alcune delle ragazze erano appena diciottenni, ma tutte giovanissime. Nel corso delle serate, anche gas esilarante, ovvero la cosiddetta droga del palloncino, non classificata come dopante in modo da non essere rilevata in caso di controlli negli atleti.

Parallelamente agli arresti, è stato disposto un sequestro preventivo di oltre 1,2 milioni di euro. Gli accertamenti patrimoniali avrebbero evidenziato una forte sproporzione tra i redditi dichiarati e i flussi economici riconducibili all’attività contestata. Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, gran parte dei guadagni derivava proprio dall’organizzazione delle serate e dalle prestazioni offerte ai clienti.

Le indagini hanno messo in luce un’organizzazione stabile, con ruoli definiti e una rete che comprendeva escort e addetti alle relazioni con i clienti. In alcuni casi, le donne alloggiavano negli stessi spazi collegati alla società. Un modello che, secondo gli inquirenti, avrebbe consentito di alimentare nel tempo un business redditizio, fondato su eventi esclusivi e su una domanda costante nel circuito della movida milanese.

 

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