Lorenzo Pacini, candidato alle primarie del Pd milanese, ha recentemente sostenuto in un post su Instagram che qualora diventasse sindaco della città convocherebbe i 100 più ricchi di Milano chiedendo loro di contribuire al bene comune con una sorta di super-tassa. Un’uscita che ha suscitato riflessioni e commenti. E che non sembra trovare d’accordo l’area più liberale della maggioranza meneghina. Milano Quotidiano ne ha parlato con Daniele Nahum, consigliere comunale di Azione. Che ha anche commentato le più recenti esternazioni di Vannacci e fatto il punto sulle possibilità che Mario Calabresi sia alla fine il candidato sindaco del centrosinistra. L’INTERVISTA
Nahum, cosa ne pensa della proposta di Pacini?
Innanzitutto è una proposta impraticabile. Il sindaco non può convocare privati cittadini e dire ciò che ha detto Pacini. Non è poi una competenza del sindaco una tassazione nazionale. L’unica cosa che può fare il sindaco è convocare queste persone e chiedere di finanziare dei progetti, ma è una proposta fortemente demagogica e facente parte del populismo di sinistra. Se Pacini convocasse Versace, penso che gli riderebbe in faccia. Tra le famiglie più ricche c’è anche chi crea lavoro per la città.
Parliamo di Vannacci: il generale ha detto che Burgio, il suo candidato sindaco, saprebbe “rastrellare” l’area di spaccio di Rogoredo. Che effetto le ha fatto l’uso di questa parola?
È un verbo che evoca il nazismo. E Vannacci non è nuovo nell’usare parole che evocano il passato nazifascista. È agghiacciante che vengano utilizzate certe espressioni. Bisogna fare di tutto affinché queste persone non entrino nelle istituzioni democratiche. Ci si può dividere su tutto, ma sui principi democratici bisogna essere tutti uniti. Io non credo che una città debba essere governata da un generale.
A centrosinistra invece Calabresi sembra aver finalmente aperto ad una sua possibile candidatura. È lui l’uomo giusto per guidare il centrosinistra a Milano. Quando si saprà il nome del candidato?
Calabresi sarebbe un’ottima figura per tenere insieme tanti pezzi di Milano. Sarebbe senza dubbio quella migliore, che permetterebbe di tenere unita la parte riformista e liberale che ha un peso importante nella città. Dal nostro punto di vista, Calabresi è un ottimo candidato. La questione è quella delle primarie: noi ci siamo sempre dichiarati contrari, perché non vogliamo entrare all’interno di una lotta interna al Partito Democratico. Alle primarie Calabresi potrebbe perdere e così facendo si aprirebbe la strada a candidature massimaliste.
Infine, come giudica la scelta degli esercenti di Isola di dotarsi autonomamente di vigilanti privati per garantire la sicurezza del quartiere? La vigilanza di quartiere potrebbe diventare un modello da seguire e da proporre nelle sedi istituzionali?
Io non penso che bisogna entrare nel dibattito di una scelta di questo genere. Il tema secondo me non è quello. Bisogna pattugliare maggiormente la città. Questa amministrazione l’ha fatto. Abbiamo assunto 500 vigili in più, serve che il governo mandi quelle 500 unità in più di forze dell’ordine che in questa città mancano. Poi c’è il tema di una città che andrebbe maggiormente pattugliata. Non ci vedo nulla di male in quello che stanno facendo i commercianti di Isola. Ma Roma deve destinare più risorse alle grandi città.
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