Milano Quotidiano

Picchia la moglie e strappa un coltello al carabiniere intervenuto: in manette un marocchino di 35 anni

A far scattare l'intervento nell'hinterland milanese è stata la telefonata di un vicino. La 22enne l'aveva già denunciato mesi fa

violenza Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Una telefonata partita da un condomino ha riportato i carabinieri dentro una casa dove la violenza era già stata messa a verbale mesi prima. I militari della Stazione di Gorgonzola, affiancati dai colleghi di Pioltello, hanno arrestato un trentacinquenne di nazionalità marocchina al termine di un intervento nell’abitazione coniugale. Le accuse a suo carico sono tre: maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie, resistenza a pubblico ufficiale e furto.

La chiamata del vicino fa scattare l’allarme

L’allarme non è arrivato dalla vittima. A comporre il numero di emergenza è stato un residente dello stesso stabile, evidentemente allarmato da quanto stava accadendo nell’appartamento accanto. Sono bastate poche parole al telefono per far muovere le gazzelle verso l’abitazione della coppia.

Il precedente di gennaio: colpita con pugni e un corpo contundente

Una volta sul posto, i carabinieri hanno scoperto che il nome dell’uomo compariva già negli archivi. Lo scorso gennaio la moglie ventiduenne aveva denunciato il marito raccontando di essere stata colpita ripetutamente con i pugni nel corso di una lite e poi aggredita con un oggetto contundente.

L’assalto agli uomini in divisa e il trasferimento a San Vittore

Alla vista delle uniformi il trentacinquenne ha perso ogni controllo. Prima le intimidazioni verbali, poi la resistenza fisica, con spinte contro gli operanti nel tentativo di sottrarsi al controllo. Il momento più pericoloso è arrivato quando l’uomo è riuscito a impossessarsi del coltellino individuale di uno dei carabinieri, arma di servizio che ogni militare porta con sé. La reazione del militare è stata immediata e ha impedito che quel gesto avesse conseguenze.

Concluse le operazioni, l’uomo è stato dichiarato in arresto e trasferito nella casa circondariale San Vittore di Milano, dove si trova attualmente ristretto. Nei suoi confronti si attende ora il vaglio dell’autorità giudiziaria, chiamata a valutare la convalida della misura.

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