Milano Quotidiano

Piscine comunali, Alessandro Giungi (Pd): “È necessario procedere con impianti temporanei. Serve più manutenzione”

Il consigliere Dem parla della situazione delle piscine comunali a Milano, facendo il punto su riaperture e nuovi progetti

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Il caldo è ufficialmente arrivato a Milano ma, come l’anno scorso, i milanesi si trovano a fare i conti con solamente tre piscine comunali aperte. Il resto degli impianti è fermo per manutenzioni, ristrutturazioni o progetti ancora da definire. Il malcontento è palpabile: giovedì 28 maggio oltre 200 cittadini si sono riuniti davanti alla piscina Scarioni, in via Valfurva, per chiederne la riapertura a prezzi accessibili. A parlarne a Milano Quotidiano è stato Alessandro Giungi, consigliere comunale in forza al Pd, che ha fatto il punto sulla situazione degli impianti milanesi.

Negli ultimi anni Milano ha visto ridursi drasticamente l’offerta di piscine pubbliche accessibili, soprattutto d’estate. Quando i milanesi potranno tornare ad avere una rete di strutture all’altezza di una grande città europea?

C’è certamente un tema di interventi che sono in essere. Il Lido dovrebbe aprire per la fine del 2026. C’è anche in programma l’apertura della nuova Cardellino. Il Lido, però, non sarà più quello che ci ricordavamo: non ci sarà più il laghetto, ma una piscina molto più piccola. Sulla Scarioni ci sono polemiche importanti e tempi molto lunghi. La soluzione è quella di fare una riflessione sui 100 milioni di euro accantonati per le Olimpiadi.

Consigliere, cosa si sente di dire alle oltre 200 persone che hanno organizzato un flash mob giovedì sera davanti alla piscina Scarioni per chiedere una riapertura dell’impianto a prezzi accessibili? Quando è prevista la sua riapertura?

Ero lì fisicamente due settimane fa, quando il Comitato ha organizzato un’iniziativa simile. Loro lo hanno ripetuto giovedì sera. Io ero lì perchè secondo me non esiste un centro balneare del genere che abbia una chiusura così prolungata. Non sappiamo però indicare una data di riapertura della piscina.

C’è il rischio che, con un numero limitato di strutture aperte, alcune piscine siano sottoposte a una pressione eccessiva in termini di affluenza? Sono previste misure particolari per gestire la stagione?

È necessario procedere con le piscine temporanee. Purtroppo a Milano ad agosto e a luglio rimangono tantissimi cittadini e cittadine che hanno la necessità di trovare un luogo di rinfresco. Se non possiamo garantire questi spazi, ne dobbiamo garantire altri all’aperrto. È una cosa che già molti consiglieri comunali avevano chiesto. Dobbiamo vedere se c’è una disponibilità.

Infine, quale dovrebbe essere secondo lei il modello delle piscine comunali milanesi nei prossimi dieci anni: più impianti, impianti più moderni o un equilibrio tra le due cose?

Dev’esserci una condizione di aumento delle piscine, insiema una maggiore manutenzione che impediscano la chiusura della struttura. Ho individuato i fondi per la vendita di San Siro, e mi chiedo perchè non possano essere utilizzati per la sistemazione delle piscine, insieme ai 100 milioni di euro destinati e accantonati per le Olimpiadi.

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