Milano Quotidiano

Pregliasco stronca l’autonomia cara alla Lega: “Aumenta il divario tra regioni, nessuna fretta”

Il medico lombardo: "L’autonomia può avere senso solo se inserita in una cornice nazionale forte". L'INTERVISTA

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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“La sanità non può essere affrontata come una somma di ventuno sistemi separati. Il Servizio Sanitario Nazionale nasce per garantire universalità, equità e pari accesso alle cure, indipendentemente dal territorio in cui si vive. Per questo, se l’autonomia differenziata dovesse procedere senza una reale perequazione, il rischio sarebbe quello di ampliare divari che già oggi pesano sulla vita dei cittadini. Le Regioni con maggiore capacità fiscale potrebbero investire più facilmente in personale, tecnologie, infrastrutture e servizi, mentre quelle più fragili rischierebbero di restare ulteriormente indietro”.

Il commento di Pregliasco all’allarme dello Svimez

Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vice presidente di Samaritan International, commenta con Milano Quotidiano l’allarme dello Svimez secondo il quale l’autonomia regionale, di cui la Regione Lombardia guidata dal Centrodestra e in particolare la Lega è capofila insieme al Veneto nella richiesta al Parlamento di stringere i tempi sulle modifiche chieste dalla Corte Costituzionale alla Legge Calderoli, potrebbe aumentare i divari territoriali nella sanità.

“Serve una visione nazionale, la salute è un diritto costituzionale e non una variabile territoriale”

“Le conseguenze sarebbero molto concrete: liste d’attesa più lunghe, minore accessibilità alle prestazioni, aumento della mobilità sanitaria e crescente diseguaglianza nell’esigibilità del diritto alla salute. L’autonomia può avere senso solo se inserita in una cornice nazionale forte, capace di garantire standard omogenei e risorse adeguate. Prima vengono i livelli essenziali di assistenza, il finanziamento del sistema, il personale sanitario e la capacità di presa in carico dei pazienti. Solo dopo si può discutere di modelli organizzativi regionali e di ulteriori margini di autonomia. La tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Serve una visione nazionale, perché la salute è un diritto costituzionale e non una variabile territoriale”, conclude Pregliasco.

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