Milano Quotidiano

Pride Milano, il performer sul carro (di fianco a Elodie): “Salvini faceva i p***i ai trans”. Il ministro: “Ci vediamo in tribunale”

Lorenzo Pezzotti senza freni su Salvini, poi la tardiva retromarcia sui social: "Caldo e spritz, ho perso la ragione"

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Prima le accuse gratuite e grevi dal carro del Pride, pronunciate davanti a migliaia di persone e rilanciate rapidamente sui social. Poi la replica di Matteo Salvini, con l’annuncio di un confronto in tribunale. Infine le scuse, affidate a Instagram, con il riferimento al caldo, alla stanchezza, alla mancanza di sonno e all’alcol. È la parabola, consumata nel giro di poche ore, di Lorenzo Pezzotti, performer e art director di Botox Matinée, protagonista di uno degli episodi più discussi del Pride di Milano.

Durante la parata di sabato, Pezzotti ha preso il microfono e ha rivolto al leader della Lega accuse molto pesanti, raccontando presunti episodi avvenuti anni fa durante una festa della birra a Ponte di Legno. Affermazioni presentate come fatti, ma prive di qualsiasi riscontro, accompagnate dalla sfida diretta: “Aspetto che mi smentisca, sono qui”. Il leader del Carroccio, ha scandito Pezzotti di fianco ad una sorridente Elodie, “l’ho conosciuto a Ponte di Legno che faceva i p****ni alle trans nei bagni chimici. Aspetto che mi smentisca, sono qui. Io presentavo la festa della birra con Bossi e tu facendo i p****ni alle mie amiche nei bagni chimici”

Salvini: “Ci vediamo in tribunale”. Poi le scuse di Pezzotti: “Caldo e spritz, ho perso la ragione”

Le immagini hanno immediatamente iniziato a circolare online, fino ad arrivare allo stesso Salvini. Il vicepremier ha ripubblicato il filmato e ha risposto annunciando un’iniziativa legale: “Amico mio, ci vediamo in tribunale”. Successivamente ha aggiunto: “Potevi pensarci prima di urlare menzogne e insulti in mezzo a migliaia di persone”. Dopo la reazione del ministro, Pezzotti ha pubblicato una serie di messaggi di scuse. Il performer ha riconosciuto di avere pronunciato “una marea di cose senza senso” e ha ammesso che le affermazioni non corrispondevano alla verità. “Non so se il sole, la stanchezza, sicuramente ho bevuto cose che non dovevo bere con quel caldo”, ha spiegato. In un altro passaggio ha chiamato in causa anche la mancanza di sonno e lo spritz bevuto con temperature molto elevate.

Pezzotti ha definito le proprie parole “inutilmente eccessive, offensive e volgari”, spiegando che, nella sua intenzione, il racconto avrebbe dovuto avere un tono goliardico. Ha quindi chiesto scusa a Salvini e a tutte le persone che si sono sentite offese, ribadendo che la distanza politica dal leader leghista non giustifica quanto pronunciato.

Il cortocircuito sugli stereotipi contro le persone trans

L’aspetto più problematico non riguarda soltanto l’attacco personale nei confronti di Salvini. Le parole di Pezzotti finiscono infatti per utilizzare le persone trans come elemento di dileggio, attribuendo all’avversario politico una presunta sessualità segreta con l’obiettivo evidente di metterlo in imbarazzo e screditarlo. È un meccanismo che ripropone alcuni degli stereotipi più radicati e dannosi: la donna trans ridotta a feticcio sessuale, a incontro clandestino e a oggetto del desiderio di un uomo che, pubblicamente, dovrebbe vergognarsene. Esattamente quel genere di rappresentazione contro cui le manifestazioni per i diritti Lgbtqia+ affermano di battersi…

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