Milano Quotidiano

Minetti, la Procura di Milano non cambia linea sulla grazia. Verifiche concluse entro giugno

Resta confermato il parere favorevole trasmesso al Ministero della Giustizia. Gli inquirenti approfondiscono le ricostruzioni sullo stile di vita dell’ex consigliera regionale

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

La Procura generale di Milano, almeno per il momento, non cambia orientamento sul caso Nicole Minetti. Le informazioni finora arrivate dall’Interpol e dalle forze di polizia non sarebbero sufficienti a modificare il parere già trasmesso al Ministero della Giustizia in merito alla richiesta di grazia per l’ex consigliera regionale lombarda, condannata nell’ambito del caso Ruby e di Rimborsopoli.

Secondo quanto emerge da fonti inquirenti, le verifiche attualmente in corso puntano soprattutto ad approfondire alcuni elementi legati allo stile di vita di Minetti, tornati al centro dell’attenzione dopo una serie di articoli pubblicati dal Fatto Quotidiano. Gli accertamenti dovrebbero concludersi in tempi rapidi, con l’obiettivo di chiarire tutti gli aspetti della vicenda entro la prima settimana di giugno.

Il nodo delle verifiche sullo stile di vita

Gli approfondimenti avviati dalla Procura generale riguardano l’eventuale esistenza di testimoni o elementi che possano offrire una ricostruzione diversa rispetto a quella finora ritenuta compatibile con il percorso personale dell’ex consigliera regionale.

Tra gli aspetti presi in considerazione nella valutazione della richiesta di clemenza ci sarebbero infatti non solo le ragioni umanitarie legate all’adozione di un minore, ma anche il giudizio sullo stile di vita attuale di Minetti e sul percorso successivo alle condanne definitive.

Al momento, però, le risposte ricevute dagli organi investigativi vengono definite “parziali” e non tali da giustificare una revisione del parere favorevole già espresso dalla Procura generale milanese.

I legali di Minetti: “Diffuse false dichiarazioni”

Nei giorni scorsi i legali di Nicole Minetti – gli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi – erano intervenuti pubblicamente con una nota per contestare le ricostruzioni emerse sulla stampa.

“La difesa Minetti ha messo a disposizione dell’autorità giudiziaria elementi documentali che dimostrano la oggettiva falsità delle dichiarazioni diffuse dal Fatto Quotidiano sullo stile di vita della propria assistita”, si legge nella nota. Secondo i difensori, le circostanze riportate sarebbero “inconciliabili” con la realtà dei fatti e ulteriori prove verranno consegnate alla magistratura per dimostrare “la implausibilità” delle affermazioni pubblicate.

Il percorso verso la decisione del Quirinale

La richiesta di grazia riguarda le condanne definitive riportate da Nicole Minetti nei processi legati al caso Ruby e a Rimborsopoli. La procedura prevede il coinvolgimento della Procura generale competente, che trasmette il proprio parere al Ministero della Giustizia prima dell’eventuale decisione finale del Quirinale. Al momento, dunque, la linea della Procura generale di Milano resta invariata, in attesa che le verifiche ancora aperte forniscano un quadro definitivo della situazione.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra