Milano Quotidiano

San Siro, i candidati sindaco dicano come la pensano sul nuovo Meazza: in gioco il futuro di un quartiere

Chi punta a Palazzo Marino dica se il progetto lo convince e che ne sarà del vecchio impianto: non è solo uno stadio

stadio san siro gionnixxx e Ryan Klaus tramite Canva.com
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Andrea Sparaciari, giornalista ex Fatto Quotidiano ed ex Metro, oggi in forza alla Notizia Giornale (vicino tradizionalmente al Movimento 5 Stelle) è un collega dalle idee molto chiare e molto di sinistra. Molte sue battaglie (eufemismo: praticamente tutte tranne rarissime eccezioni) le trovo assai poco condivisibili. Però su una cosa siamo d’accordo, ovvero che i candidati dovrebbero dire prima che cosa ne pensano del progetto del nuovo Meazza. “Prima o poi i non candidati alle non primarie dovranno dire come la pensano sullo scempio San Siro e sull’urbanistica predatoria. E quello sarà dirimente”, scrive Sparaciari su Facebook.

Anche io, per motivi opposti a Sparaciari, vorrei proprio sapere che cosa ne pensano i candidati sindaco sia di centrosinistra che di centrodestra sul nuovo Meazza. Pensano che vada bene così il progetto? Pensano di mettere i bastoni tra le ruote in qualche maniera? Che lo stadio vecchio debba essere salvato? A chi intitoliamo quello nuovo, se si farà? Sempre a Meazza? Del vecchio Meazza ne teniamo un pezzo, tutto, niente? Queste sono domande sacrosante. Domande alle quali i candidati dovrebbero dare risposte precise. Tutti. Non uno di meno. Perché non ci si illuda: il progetto del nuovo Meazza, non è solo lo stadio. Ma il futuro di un intero quartiere, e pure delle due squadre più iconiche d’Italia insieme alla Juventus.

Io vorrei saperlo, che cosa ne pensano i candidati sindaco. Certe cose vanno rese esplicite. Anche quando sono terreni scivolosi come questo, che non portano alcun vantaggio e alienano simpatie. Perché quello che per me è qualcosa di molto positivo, per Andrea Sparaciari è molto negativo: ma dovremo pur saperlo, no? Non vorrei stimare lo stesso candidato preferito da Luigi Corbani, l’ex vicesindaco di Milano poi diventato fustigatore di Beppe Sala. Sia mai che siamo sulla stessa barricata, io e Corbani.

 

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