Milano Quotidiano

Sangalli (Confcommercio): “Siamo in uno stato di permacrisi, Milano resta attrattiva ma servono nuove strategie”

"Incertezza" è la parola che meglio racconta il momento delle imprese milanesi. L'intervista a Carlo Sangalli

Carlo Sangalli (immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)

“L’incertezza” è la parola che meglio racconta il momento delle imprese milanesi. Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, non usa mezzi termini  con Milano Quotidiano per descrivere lo scenario economico in cui si muovono oggi commercio e servizi: un contesto segnato da una “permacrisi” che negli ultimi cinque anni ha cambiato profondamente le regole del gioco.

Dalla pandemia alla guerra in Ucraina fino al conflitto in Medio Oriente e alle tensioni commerciali internazionali, il risultato è un clima instabile che pesa sulle scelte delle imprese. “Incertezza significa difficoltà di pianificare le attività imprenditoriali, frenando o rimandando gli investimenti – spiega Sangalli -. Dunque anche aperture di nuove imprese e assunzioni di personale”.

Le ricadute si fanno sentire in modo concreto soprattutto sul fronte internazionale. Secondo il Centro Studi di Confcommercio, il 93 per cento delle imprese del terziario tra Milano, Monza Brianza e Lodi prevede effetti negativi nei prossimi dodici mesi. A preoccupare sono innanzitutto i costi energetici ma anche le difficoltà logistiche legate ai conflitti: “Il blocco dello Stretto di Hormuz colpisce anche i transiti di merci”, sottolinea Sangalli che evidenzia come “a risentirne siano in particolare le aziende attive nell’export”: Non solo: in sofferenza anche il comparto turistico organizzato con “pesanti ripercussioni” per agenzie di viaggio e tour operator.

Sangalli: “Milano resta la città più attrattiva d’Italia”

Eppure, nonostante il quadro complesso, Milano continua a mostrare segnali di vitalità. Il tessuto delle piccole e medie imprese ha saputo adattarsi, innovare e, nel complesso, crescere. “Milano è la città più attrattiva d’Italia“, osserva Sangalli, citando l’aumento degli investimenti esteri e dei flussi turistici. Eventi come Expo 2015 e le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 hanno rafforzato il posizionamento internazionale della città. Ma ora la sfida è guardare avanti: “Si tratta di individuare nuove strategie di sviluppo con grandi obiettivi capaci di coinvolgere istituzioni, imprese e società civile”.

Se il terziario continua a espandersi – con una crescita del 60 per cento dal 2000 a oggi, trainata da innovazione e digitalizzazione – il commercio di prossimità resta il punto più fragile. La perdita di quasi duemila negozi nell’ultimo anno, a fronte però di 46 mila attività che continua a operare, accende un campanello d’allarme “Il rischio è quello della desertificazione dei centri urbani”, avverte Sangalli. Per contrastarlo, Confcommercio punta su progetti come Cities che mira a rilanciare il commercio di vicinato attraverso innovazione e incentivi fiscali.

La necessità di un cambio di passo a livello europeo

Guardando al futuro, la competitività delle imprese passa inevitabilmente da scelte strutturali. “Serve un reale cambio di passo dell’Unione Europa – sostiene Sangalli – soprattutto per quello che riguarda la politica energetica, la transizione digitale e la sostenibilità”. Così come “è vitale diversificare e ampliare i mercati di riferimento – continua – per evitare di essere poco rilevanti rispetto all’egemonia di Cina, Russia e Stati Uniti”.

Allo stesso tempo, le imprese chiedono interventi concreti: “Semplificare la democrazia, abbassare la pressione fiscale e avere a disposizione infrastrutture digitali adeguate”. Sul fronte dell’intelligenza artificiale, invece, il ritardo è evidente: “Ci sono investimenti ancora insufficienti – sostiene Sangalli -. Senza contare che l’IA ha un consumo energetico enorme che attualmente non possiamo permetterci. Eppure il futuro va in questa direzione”.

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