Una sanità più vicina alle persone, meno frammentata e capace di mettere davvero in relazione ospedale, territorio, prevenzione, innovazione e Terzo settore. È questo il tema che ha attraversato l’assemblea “Presente e futuro della sanità lombarda: proposte e iniziative”, promossa dal Laboratorio Società e Salute di Mi’mpegno insieme al Centro Ospedaliero Militare di Milano.
Ad aprire i lavori sono stati Carmelo Ferraro, presidente di Mi’mpegno, il Generale Federico Lunardi, comandante del Centro Ospedaliero Militare di Milano, e Rosanna Favulli, segretario del Laboratorio Società e Salute. L’obiettivo dichiarato è dare continuità al confronto, trasformandolo in iniziative concrete sui temi della salute e della prevenzione.
Tra gli appuntamenti già in preparazione figurano incontri dedicati alle sindromi PANS e PANDAS, alla fibromialgia, al disagio giovanile, alle nuove solitudini e alla genitorialità responsabile, oltre all’iniziativa “Il futuro della medicina sarà ancora umano?”, alla quale è prevista anche la partecipazione dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini.
Nel suo intervento il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha indicato tre direttrici per il futuro del sistema sanitario regionale: territorialità, integrazione e innovazione. Case di Comunità, medicina generale ed équipe multidisciplinari dovranno avere un ruolo sempre più importante nella presa in carico delle persone, contribuendo anche a ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso.
Altro nodo centrale è quello dell’integrazione tra ospedale, territorio, pubblico, privato accreditato e Terzo settore. È proprio la capacità di far dialogare strutture e competenze diverse a rappresentare una delle principali sfide dei prossimi anni.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’innovazione, dalla telemedicina al telemonitoraggio, fino all’utilizzo dei droni per il trasporto di farmaci, presidi e campioni biologici. Ma il confronto non si è limitato agli aspetti organizzativi e tecnologici. Si è parlato anche di povertà sanitaria, salute mentale, disagio giovanile, fertilità, natalità, riabilitazione e professioni sanitarie.
Numerosi i rappresentanti del mondo sanitario e associativo intervenuti, tra cui Leonardo Salvemini, Fulvio Palmieri, Francesco Laurelli, Barbara Mangiacavalli, Fabrizio Pregliasco, Soemia Sibillo, Antonio Troisi, Giuseppe Saponara, Valentina Di Mattei e Nadia Rovelli.
Un passaggio particolare ha riguardato la cultura del dono, con Fondazione ADMO Lombardia, e la necessità di rafforzare le attività di sensibilizzazione rivolte soprattutto ai giovani.
Dall’assemblea sono emerse anche alcune indicazioni operative: tavoli permanenti sulle Case di Comunità, valorizzazione delle professioni sanitarie, iniziative di prevenzione, sperimentazioni tecnologiche e un coordinamento più stabile tra sanità, servizi sociosanitari, associazioni e comunità locali.
Nel corso dell’incontro Suor Giustina Olha di Leopoli ha infine raccontato le difficili condizioni nelle quali continuano a operare gli ospedali ucraini, rivolgendo ai presenti un appello per la raccolta e l’invio di materiale sanitario.
«Abbiamo visto professionisti, amministratori, associazioni e cittadini confrontarsi con spirito costruttivo e grande senso di responsabilità», ha sottolineato Carmelo Ferraro.
Il messaggio emerso dall’assemblea è chiaro: la qualità della sanità non si misura soltanto dentro gli ospedali. Si costruisce prima, sul territorio, attraverso prevenzione, prossimità, ascolto e capacità di mettere in rete competenze diverse. Ed è su questo percorso che il Laboratorio Società e Salute di Mi’mpegno intende continuare a lavorare.
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