Milano Quotidiano

Semina il panico in Stazione Centrale con un machete, fermato dalla Polfer con il taser

L’uomo è accusato di resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti ad offendere

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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È stato disposto il carcere per il 30enne originario del Gambia che ieri pomeriggio ha seminato il panico alla stazione Centrale di Milano brandendo un machete prima di essere bloccato dagli agenti della Polfer con l’utilizzo del taser. La decisione è arrivata al termine dell’udienza per direttissima celebrata oggi. L’uomo dovrà rispondere delle accuse di resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti ad offendere. Secondo quanto emerso, il 30enne avrebbe numerosi precedenti di vario genere.

Decisivo l’intervento della Polfer con il taser

L’episodio si è verificato nel pomeriggio di lunedì all’interno dello scalo ferroviario milanese, uno dei punti più frequentati della città. Gli agenti della Polfer sono intervenuti dopo che l’uomo aveva estratto un machete, creando allarme tra i presenti. Per immobilizzarlo è stato utilizzato il taser, la pistola a impulsi elettrici in dotazione alle forze dell’ordine, che ha consentito di bloccarlo senza ulteriori conseguenze.

Molteni: “Il taser ha evitato il peggio”

Sull’episodio è intervenuto anche il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, che ha parlato di un intervento decisivo da parte della Polfer. “Grazie all’intervento tempestivo e alla professionalità della Polfer, ieri in stazione Centrale a Milano è stato scongiurato il peggio”, ha dichiarato Molteni in una nota. Il sottosegretario ha poi definito il taser “uno strumento straordinario e fondamentale di difesa, sicurezza e deterrenza a disposizione delle nostre forze di polizia”, aggiungendo che “solo il ricorso alla pistola ad impulsi elettrici ha permesso agli agenti di bloccare e arrestare il gambiano che, armato di machete, ha seminato il panico”.

 

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