Milano Quotidiano

Azione non sosterrà mai Lupi candidato. Ecco perché Forza Italia insiste su un civico. Inside

Ma dopo il 25 Aprile e la cacciata della Brigata Ebraica dal corteo è certo che Calenda non si presenterà con il centrosinistra. Da solo o con il centrodestra se...

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Roma non è Milano. Non solo per la legge speciale per il capoluogo lombardo, sul modello dei poteri della Capitale rilanciata dalla Lega ma che non sta trovando consensi né nel Centrodestra né nel Centrosinistra, ma anche in vista delle elezioni comunali del 2027. Per il Parlamento e per il governo il progetto di Carlo Calenda, leader di Azione, è chiarissimo: presentarsi da solo con un Terzo Polo centrista e liberale, insieme a Luigi Marattin e ad altre forze politiche minori, cercando di raggiungere almeno il 6 se non l’8%. Nella speranza però che la maggioranza non sia in grado, per le divisioni interne, di cambiare la legge elettorale con un proporzionale con premio di maggioranza. Restando il Rosatellum con i collegi uninominali sarebbe quasi certo un pareggio almeno al Senato e quindi un governo politico che escluda le ali estreme. Diverso è il caso delle elezioni amministrative come dimostra la Basilicata del Governatore Vito Bardi, esponente di Forza Italia, che in giunta ha dentro anche Azione che si è presentata alle urne con una propria lista ma nel Centrodestra.

Milano, Calenda totalmente incompatibile con il centrosinistra

A Milano ormai Calenda è totalmente incompatibile con il Centrosinistra, soprattutto dopo il 25 Aprile e le mancate condanne da parte di Alleanza Verdi Sinistra, partito importante della coalizione, alle contestazioni con toni anti-semiti e alla cacciata dal corteo della Brigata Ebraica. Forza Italia sta lavorando a un candidato civico, non politico, professore universitario o imprenditore proprio per allargare al centro verso Azione e non solo la coalizione nel tentativo di riconquistare Palazzo Marino. Però se alla fine il candidato fosse Maurizio Lupi, nome più volte fatto dal presidente del Senato Ignazio La Russa e non bocciato dalla Lega, Calenda non farebbe mai parte della coalizione. Lupi è il leader di Noi Moderati, partito che aderisce al Ppe, cattolico e sempre su posizioni decisamente europeiste e certamente non di destra, ma non la figura in grado di allargare al centro la maggioranza di governo.

Forza Italia e il vicepremier Antonio Tajani sanno perfettamente che Azione si presenterebbe con un proprio candidato e non nel Centrodestra e per questo insiste nel volere un candidato civico ponendo il veto sul nome di Lupi, proprio perché sa che Calenda non ci starebbe. Al contrario, con un candidato espressione della società civile come un docente universitario o un imprenditore noto in città, Azione potrebbe presentarsi con una propria lista autonoma nella coalizione di Centrodestra. Ecco perché Milano non è Roma (e viceversa).

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